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ECONOMIA 5 Ottobre Ott 2011 1236 05 ottobre 2011

Crisi, il peggio sta arrivando

Fmi: «Recessione globale nel 2012».

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Negli ultimi 20 anni (praticamente la vita politica di Silvio Berlusconi) la crescita in Italia è stata deludente a causa di riforme inadatte e incomplete, tasse troppo complesse, scarsa produttività del lavoro: è quanto si legge nell'ultimo rapporto sullo stato dell'economia europea del Fondo monetario internazionale.
PESANO DEBITO, MANOVRE E BANCHE. La situazione è critica in Italia, ma non è peggio di un anno fa. Secondo l'Fmi gli elevati interessi sul debito, le manovre finanziarie e le tensioni crescenti sulle banche appesantiscono però una situazione di crescita già scarsa.
Le debolezze strutturali hanno portato prima alla scure di Standard & Poor's e poi al taglio di Moody's sul debito del Paese per l'elevata vulnerabilità agli «choc finanziari». Per Moody's l'economia italiana continua ad essere caratterizzata da «debolezze strutturali» che frenano la crescita e che «non possono essere rimossi velocemente».
SEGNALI DI SPERANZA. L'anatema tuttavia è stato sconfessato in prima battuta mercoledì 5, con la Borsa di Milano capace di sbugiardare le agenzie di rating: la bocciatura del debito italiano non ha prodotto scossoni a Piazza Affari e il Ftse Mib ha chiuso in rialzo del 3,94%. Una fiammella di speranza alimentata dalla Commissione europea che ha chiarito di «mantiene il suo giudizio» sull'Italia in barba alla stoccata del downgrade. Secondo Bruxelles, «il Paese ha preso seri impegni di consolidamento fiscale che vanno nella giusta direzione, e che le permettono di arrivare al pareggio di bilancio nel 2013».
C'È BISOGNO DI AZIONE FORTE E COESA. Ma la realtà fotografata dal Fondo monetario continua a preoccupare.
Per il direttore del braccio europeo del Fmi, Antonio Borges il governo italiano dovrebbe ora affrontare la situazione con la stessa determinazione con cui risana i conti. Il guaio del nostro Paese? La mancanza di fiducia. «In Italia potrebbero essere utili nuove misure per ricostruire la fiducia, che è il suo problema principale», ha analizzato Borges, precisando che l'Italia «non ha un problema di solvibilità», e quindi non servono misure in tal senso.
Napolitano ha scelto l'antidoto
sottolineando la necessità di agire con «rigore e coesione contro la crisi»: il presidente della Repubblica ha sottolineato la centralità in tal senso del ruolo delle istituzioni pubbliche e della politica, chiamate inderogabilmente a fornire risposte e supporto concreto alle difficoltà incontrate da lavoratori e imprese.
LA BENEDIZIONE DI ANGELA. Che il Paese possa prendere il giusto percorso di 'redenzione' è convinzione contenuta anche nella 'benedizione' di Angela Merkel, fiduciosa che l'Italia possa riguadagnare la fiducia dei mercati «rispettando i suoi impegni e applicare pienamente le decisioni prese».
NON ESCLUSA RECESSIONE GLOBALE NEL 2012. Se ci può consolare, non è che nel resto del mondo siano messi meglio: sempre Borges ha spiegato che «a livello globale contiamo su una crescita modesta nel 2012, ma una recessione non si può escludere».

«La Grecia non ha bisogno di soldi subito, il piano va rivisto»

Banconote fac simile dell'euro con il volto di George Papandreou, durante le proteste di Atene.

Capitolo Grecia, il Paese più travolto da una crisi drammatica: «Non c'è urgenza di dare soldi ad Atene, non ne ha bisogno ora, abbiamo tutto il tempo per fare le nostre valutazioni sulle misure che ha preso prima di dare il via libera alla sesta tranche di aiuti», ha sottolineato Borges.
PIÙ SOSTENIBILITÀ DEL DEBITO. Inoltre il secondo piano di salvataggio, deciso a luglio, andrebbe rivisto perché occorre concentrarsi di più sulla sostenibilità del debito e sul rilancio della crescita.

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