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ECONOMIA 2 Novembre Nov 2011 1240 02 novembre 2011

B20, Cannes fa business

Al via il summit parallelo degli imprenditori dei G20.

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Laurence Parisot, presidente di Medef, la Confindustria francese.

Non solo i potenti della Terra a Cannes. Anche gli industriali dei Paesi del G20 si sono dati appuntamento in Costa Azzurra. Sono passati tre anni da quando, sotto l'impulso franco-tedesco e a seguito della crisi dei subprime negli Stati Uniti, gli imprenditori dei Paesi più industrializzati cominciarono a riunirsi a latere dei summit politici.
A due riunioni informali (Londra e Toronto), è seguito nel 2010 a Seul il primo vero B20, che anche nel 2011 a Cannes precede e accompagna, mercoledì 2 e mercoledì 3 novembre, il vertice annuale tra i potenti del mondo. E, forse, mai è stata così ampia la distanza tra i due summit. Certamente in Italia, dove Confindustria si annovera tra i principali e più assidui critici dell'operato del governo, ma anche altrove gli attriti non mancano.
PAURA DA DISAFFEZIONE POLITICA. Ma più dei potenti, gli industriali temono la deriva politica. Lo si è letto nelle dichiarazioni della vigilia della padrona di casa Laurence Parisot, presidente di Medef, la Confindustria francese: «Questo G20 è davvero molto importante per la crisi del debito in Europa, naturalmente, ma anche perché in diverse nazioni si vedono fermenti preoccupanti».
Parisot ha voluto mettere in guardia dai pericoli della disaffezione verso la politica. In maniera ecumenica, il leader degli industriali transalpini ha citato la crescita dell'estrema destra francese e il movimento degli indignati, i Tea party statunitensi e le manifestazioni di Occupy Wall Street.

Obiettivo, aumentare il pressing sui governi

Nicolas Sarkozy, presidente della Francia.

Il B20, che si riunisce all'Hotel Martinenz, ha tutta l'intenzione di istituzionalizzare il suo ruolo, diventando parte integrante dell'incontro dei grandi.
Due riunioni informali con stretti collaboratori degli uomini di governo impegnati nel vertice hanno preceduto l'appuntamento di Cannes, e le interrelazioni non si fermano qui.
L'intenzione di aumentare il pressing sui governi è dimostrata dalla ricca agenda, che comprende incontri con diversi capi di Stato e di governo come il russo Dmitri Medvedev, il giapponese Yoshihiko Noda, l'argentina appena confermata Cristina Kirchner, il turco Recep Tayyip Erdogan. E in più sono previsti incontri con i rappresentanti del Fondo monetario internazionale, dell'Organizzazione mondiale del commercio e dell'Ocse.
I lavori di mercoledì 2 novembre sono stati preceduti da una colazione parigina all'Eliseo, con il presidente Nicolas Sarkozy, per una delegazione del B20.
NELL'AGENDA LA CRISI DEI DEBITI. D'altra parte l'agenda del vertice ha una fisionomia già ben precisa, diventata ancora più urgente dopo il crollo dei mercati di martedì 2 novembre innestato dalla decisione del premier greco George Papandreou di indire un referendum popolare sulle misure di austerity concordate a livello europeo.
La crisi dei debiti sovrani si ripropone con prepotenza in cima alla lista delle priorità, legata a doppio filo all'intenzione degli Stati Uniti di uscire dal vertice con piani ben delineati per sostenere la crescita globale, interesse condiviso dalle economie emergenti, Cina e India in testa.

Nel summit previste nuove alleanze e la pianificazione del futuro

Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni.

Lecito immaginare, comunque, che al summit degli imprenditori, tra un gruppo di lavoro e l'altro si parli, al solito, anche di affari. Sono previste 320 imprese e migliaia di miliardi di fatturato rappresentati; 23 organizzazioni imprenditoriali; gli amministratori delegati di grandi gruppi dell'energia come Gdf Suez, di colossi dell'alta tecnologia come Google, di istituti di credito come Deutsche Bank, di giganti dalla lunga tradizione come Michelin o i rampanti delle economia in grande ascesa come Mahindra & Mahindra, che partendo dalla produzione di auto si è inserita in tanti di quei settori (dall'immobiliare al turismo, dall'aerospazio ai servizi di consulenza) che è difficile tenerne il conto.
E quando una larga fetta del gotha mondiale dell'imprenditoria si ritrova radunata, inevitabile che si stringano alleanze, si pianifichino investimenti (per quel che si può, di questi tempi) e si progetti il futuro.
ENI PER IL RISIKO IN LIBIA. Per questo è bene che l'Italia a Cannes abbia una rappresentanza ben più nutrita rispetto a quella del 2010 in Corea del Sud. Confermata la presenza dell'amministratore delegato di Eni Paolo Scaroni, e d'altra parte non poteva essere altrimenti, in un periodo in cui sui tavoli delle potenze del settore energetico si gioca una delle più importanti partite del risiko economico, con la Libia oggetto degli appetiti di tanti.
Al numero uno del cane a sei zampe, però, si affiancano Franco Bernabè, amministratore delegato di Telecom Italia e Fulvio Conti, numero uno di Enel.
Un rappresentante anche per il martoriato settore finanziario italiano, quel Gabriele Galateri di Genola, che presiede Generali. Così come parla italiano anche il rappresentante della multinazionale dell'acciaio Duferco. Si tratta di Antonio Gozzi, che presiede la holding italiana del gruppo.
MARCEGAGLIA PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE. Infine confermata la presenza di Emma Marcegaglia, guida (ancora per poco) di Confindustria, che a Cannes presiede il gruppo di lavoro sullo sviluppo sostenibile, demoninato Green growth.
A guardare nelle pagine del sito preparato per il B20, non parrebbe un ruolo proprio di primo piano, relegato nell'angolino in fondo a destra fra i 12 gruppi di lavoro contrassegnati da temi che vanno dalla politica economica, al sistema monetario internazionale, alla lotta alla corruzione.
A livello di presenze, la parte del leone la fanno, naturalmente, i padroni di casa. I francesi vantano 27 rappresentanti, seguiti a notevole distanza dai tedeschi e gli statunitensi con otto (l'anno scorso erano 12).
L'Italia divide con la Corea del Sud quota sei, meno della metà di quando, nel 2010 giocavano in casa. E la Cina ha mandato nel Vecchio Continente cinque rappresentanti.

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