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EUROPA 22 Novembre Nov 2011 1720 22 novembre 2011

Crisi, Rehn: «L'Italia può cambiare in positivo»

Weidmann richiama la classe politica: «Sia affidabile e costante».

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Cauto ottimismo e l'assicurazione di un appoggio costante. Dalle parole di Olli Rehn, che ha parlato a Berlino, la consapevolezza espressa che «il lavoro con il nuovo governo è avviato e le sfide che deve affrontare sono difficili» ma anche l'idea che «l'attuale situazione italiana rappresenta un'opportunità di cambiamento in positivo».
Il commissario degli affari economici dell'Ue ha comunque assicurato che «la Ue proseguirà lo stretto monitoraggio dell'Italia nelle prossime settimane e nei prossimi mesi».
L'ITALIA È CONSAPEVOLE DELLA NECESSITÀ DI CAMBIARE PASSO. «Come il premier Monti ha sottolineato nel suo discorso al Parlamento», ha sottolineato Rhen, «l'Italia ha bisogno di applicarsi sul consolidamento dei conti e su misure per rilanciare la crescita a breve e medio termine», ha detto Rehn. Per il commissario il Paese è «consapevole della necessità di cambiare passo», considerati la «velocità del cambiamento politico e l'ampio sostegno ottenuto dal governo in Parlamento». «La Commissione ha ricevuto mandato dal summit dell'Euro area di monitorare l'applicazione degli impegni contenuti nella lettera inviata da Berlusconi il 26 ottobre, e martedì prossimo (il 29 novembre) presenterà il suo primo rapporto».
REHN: «FIDUCIA ALL'ITALIA, BENE LE INDICAZIONI DI MONTI». «Sono fiducioso che, con le giuste politiche, l'Italia può superare l'attuale mancanza di fiducia dei mercati». Ha spiegato Rehn. Per il commissario, che ha ricordato l'impegno che l'Italia deve assicurare per superare la situazione, «alcune delle misure (concordate con la Ue, ndr) sono state già prese, e il nuovo premier ha già indicato l'intenzione di andare oltre in alcune aree importanti».
«EUROBOND AIUTANO, MA ASSIEME A SORVEGLIANZA». Gli Eurobond, sui quali si è aperto uno spiraglio da parte della scettica Germania, potrebero essere uno strumento di aiuto per Reh, ma a una condizione: «Possono aiutare ad alleviare gli effetti della crisi, ma la loro introduzione deve andare in parallelo con una sorveglianza rafforzata e un coordinamento più stretto delle politiche monetarie». «Una profonda riforma della governance per una maggiore integrazione è una precondizione necessaria per ogni tentativo di introdurre gli stability bond», ha speigato.

Weidmann richiama i politici italiani: «Siano più affidabili»

Si è appellato alle forze politiche italiane il presidente della Bundesbank Jens Weidmann, membro del consiglio direttivo della Bce: «Il governo Monti in Italia ha bisogno di un sostegno del parlamento affidabile e costante», ha detto. «L'Italia ha una struttura economica solida, ma molta fiducia nella politica è andata perduta».
Incalzato dai giornalisti sulle possibilità di Roma e Madrid, Weidmann si è mostrato fiducioso: «Confido nel fatto che per entrambi i Paesi non siano necessari aiuti finanziari esterni ma che al contrario possano farcela da soli».
VIA LIBERA ALL'UNIONE FISCALE IN EUROZONA. Dall'Italia all'Europa, il passo è breve. «La politica europea finora non è riuscita a presentare una strategia convincente fino in fondo contro la crisi». Cosa manca? «Una decisione chiara di come l'unione monetaria dovrà apparire in futuro».
In questo senso, Weidmann ha accolto con piacere la proposta tedesca di unione fiscale, considerandola un buon viatico per aprire un confronto sul futuro dell'Eurozona.
«STABILITÀ E DIRITTO SONO IMPRESCINDIBILI». Il numero uno della Bundesbank ha concluso con un avvertimento: «Chi crede di poter contrastare la crisi rinunciando ai principi decisivi che comportano la stabilità e a mettere nell'angolo il diritto che da questo discende, sbaglia».
Per Weidmann, «seguire questa strada sarebbe come bere acqua del mare per combattere la sete».

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