Lucas Papademos
IL CASO 5 Febbraio Feb 2012 2015 05 febbraio 2012

Grecia, il default si avvicina

Niente intesa sulle richieste della Troika per sbloccare i fondi.

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Il neo premier greco Lucas Papademos.

Il default della Grecia si avvicina a grandi passi: la giornata cruciale per Atene, che avrebbe dovuto vedere l'accordo tra partiti e Troika - formata dall'Unione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale - sulle riforme da fare per sbloccare i nuovi aiuti, è stata un fallimento.
Al termine di una giornata di trattative, i leader dei partiti non hanno sottoscritto gli impegni di una maggiore austerità richiesti dalla Troika, e il premier Lucas Papademos non è stato in grado di mediare, nonostante sia convinto che dei progressi si stiano facendo e vuole tornare a riunirsi lunedì 6 febbraio con i tre leader.
L'EUROZONA NON VUOLE ATTENDERE. Ma i mercati, scommettono in molti, non sono più disposti a seguire le trattative greche e forse anche l'Eurozona ha intenzione di fare i conti con un default che sembra sempre più difficile scongiurare.
L'Ue aveva chiesto un accordo entro la serata di domenica 5 febbraio, sia nella trattativa con i privati, sia in quella con i 'prestatori' internazionali. Mancano entrambi, anche se quello con i privati sembra ormai il più semplice e vicino.
Il premier Papademos ha mediato con la Troika, poi con i capi dei tre partiti Georges Papandreou (socialisti), Antonis Samaras (destra) e Georges Karatzaferis (estrema destra), e ha addirittura chiamato il presidente della Bce Mario Draghi e il direttore generale del Fmi Christine Lagarde per chiedere aiuto nelle trattative.

C'è l'intesa solo sui punti base del piano suggerito dalla Troika

Il ministro delle Finanze Evangelos Venizelos.

Alla fine dei negoziati, nulla di fatto, anche se Papademos ha detto che c'è un'intesa sui «punti base» del piano suggerito dalla Troika.
«Non consentirò misure che portino a una maggiore austerità», ha detto Samaras, mentre Karatzaferis ha affermato di non voler «contribuire all'esplosione di una rivoluzione» accettando le misure proposte dalla troika.
SENZA RIFORME, NIENTE AIUTI. Ue-Bce-Fmi chiedono l'abbassamento dei salari minimi e il taglio delle 13esime anche nel privato, e un intervento sulle pensioni complementari, punti su cui nemmeno i sindacati non intendono cedere. Inoltre, vogliono nuovi tagli pari all'1% del Prodotto interno lordo - circa 2 miliardi di euro - nel 2012, inclusi abbattimenti di costi di difesa e sanità.
Senza un impegno scritto su tagli e riforme, la Troika non ha intenzione di concedere i nuovi aiuti da 130 miliardi di euro. E senza soldi, la Grecia è destinata a fallire a marzo, quando deve rimborsare 14,5 miliardi di euro di bond in scadenza. Sabato 4 febbraio lo stesso presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker aveva evocato un simile scenario, dopo mesi in cui ha puntalmente smentito qualunque ipotesi del genere.

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