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L'INTERVENTO 12 Febbraio Feb 2012 1028 12 febbraio 2012

Prodi: «Crisi greca, colpa di Francia e Germania»

«Un problema noto da anni». Cicchitto: «Responsabilità diffuse».

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Romano Prodi.

«Da anni il problema era sul tavolo dei decisori e da anni la soluzione viene rinviata». Ad affermarlo, riferendosi alle difficoltà della Grecia, è stato il 12 febbraio l'ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, in un intervento su Il Messaggero.
«Per capire bene le cose bisogna andare indietro nel tempo», ha aggiunto l'ex leader dell'Ulivo, «quando, per non essere soggetti al controllo delle autorità continentali, Francia e Germania hanno respinto le proposte della Commissione europea, volte a sottoporre a continuo monitoraggio i conti dei Paesi dell'euro. Il governo greco ha approfittato di questa mancanza di sorveglianza per mettere in atto una politica incontrollata e incosciente di deficit di bilancio, persino falsificando i conti».
Alla luce di questa situazione, ha detto Prodi, «ci dobbiamo chiedere qual è il senso di esigere aggiustamenti immediati e violenti, quando i risultati sono destinati a prodursi solo nel lungo periodo e solo se la solidarietà europea garantisce agli investitori la futura solvibilità della Grecia. Se non si ferma la caduta dell'economia e non si rilancia la crescita non si può porre rimedio all'aumento del debito e i capitali sono destinati a continuare a fuggire».

Anche Cicchitto contro Berlino e Parigi

«Sulla situazione greca ci sono molteplici responsabilità, certamente la prima è quella dei governi greci che hanno condotto una linea di spesa pubblica del tutto fuori controllo e poi hanno presentato all'Unione europea dei conti truccati. Ci sono però anche le responsabilità di chi in Europa - in primo luogo il governo tedesco guidato dalla Merkel - ha impedito soluzioni tempestive qualche anno fa molto più a buon mercato per tutti di quelle attuali».
Lo ha affermato, allineandosi in parte alla presa di posizione di Prodi, Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera. «In materia», ha proseguito, «c'è stata anche nel 2010 una forte sollecitazione di Obama a cui la Merkel non diede ascolto. Adesso i risultati negativi sono davanti a noi: è auspicabile che la Grecia ce la faccia ad approvare interventi durissimi che peròevitano il default che avrebbe conseguenze negative per tutti i Paesi europei. D'altra parte è evidente che le decisioni che oggi devono essere prese mettono la Grecia in una condizione economico e sociale gravissima da tutti i punti di vista».

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