CONTI PUBBLICI 12 Marzo Mar 2012 0940 12 marzo 2012

Germania, maestra negligente

Merkel preme sulla Ue. Ma non ha centrato la riduzione di spesa prevista nel 2011.

  • ...

da Berlino

Se in una classe che già non eccelle per l'alto numero di studenti modello anche il maestro si lascia andare alla negligenza, le cose si mettono male. Per assegnare i compiti agli altri, bisogna essere nelle condizioni di dare il buon esempio. Fuor di metafora, dopo mesi di insistenti pressioni della Germania sui Paesi debitori affinché riducano le spese e riportino in equilibrio i bilanci, ora è saltato fuori che neppure Berlino è riuscita a centrare gli obiettivi di riduzione della spesa che si era preposta nel 2011.
IL DIKTAT DI ANGELA. «Risparmiare, risparmiare, risparmiare è stato il mantra con cui Angela Merkel ha peregrinato da un vertice all'altro dell'Unione europea», ha scritto lo Spiegel, «ma a casa propria la cancelliera non ha evidentemente preso il compito così sul serio.
Secondo indiscrezioni, il governo avrebbe infatti fallito più della metà degli obiettivi di risparmio sul bilancio che si era dato per l'anno passato. Solo il 42% della somma che Cdu-Csu e Fdp avevano previsto di risparmiare è stata effettivamente tagliata». La conferma è venuta dal rapporto stilato dall'Istituto dell'economia tedesca di Colonia (Institut der deutschen Wirtschaft, Iw), secondo il quale degli 11,2 miliardi di euro contemplati nel pacchetto di risparmio varato dal governo tedesco, solo 4,7 miliardi sono effettivamente rimasti nelle casse dello Stato.
E, anche per il 2012, le cose non sembrano andare meglio. Gli obiettivi sono ancora più ambiziosi: l'esecutivo ha messo sulla carta risparmi per 19,1 miliardi di euro.
«Finora, tuttavia, le misure messe in campo non coprono neppure la metà della cifra stabilita», ha proseguito il magazine, «tanto è vero che i provvedimenti approvati coprono appena un terzo del volume complessivo». Nel frattempo, ci si prepara a stabilire entro la fine di marzo i pilastri su cui fondare le previsioni di bilancio per il 2013 ma, dati i recenti precedenti, anche le colonne portanti del nuovo piano tedesco potrebbero poggiare sulla sabbia: non è certo un buon viatico per un Paese che ambisce a determinare il comportamento virtuoso dell'intera Europa.

Nelle intenzioni tedesche, l'obbligo di risparmio dovrebbe arginare la crisi del debito

Lo Spiegel ha condiviso questa impressione: «Il bilancio tedesco è imbarazzante soprattutto perché il governo di Berlino ha obbligato 25 dei 27 Stati membri dell'Ue a siglare un accordo internazionale che prevede una rigida disciplina di bilancio e spinge, seguendo quello che dovrebbe essere l'esempio tedesco, verso una frenata del debito sotto il controllo della Corte di giustizia europea».
Nelle intenzioni tedesche, l'obbligo di risparmio dovrebbe arginare la crisi del debito e impedire che Paesi come la Grecia (ma anche l'Italia) possano tornare ad accumulare un gigantesco debito pubblico.
«Una pietra miliare nella storia dell'Ue», aveva detto una raggiante cancelliera Merkel enfatizzando il momento della firma. Ma i primi a incontrare ostacoli nell'applicazione concreta di misure di risparmio sembrano essere proprio i tedeschi. Certo, in Germania le condizioni economiche sono assai diverse da quelle dei Paesi in crisi. L'industria continua a fare profitti, il rallentamento del Pil nell'ultimo trimestre del 2011 sembra essere stato brillantemente riassorbito, tra gli imprenditori è diffuso un cauto ottimismo nonostante le incerte notizie provenienti dalla Cina (da cui dipendono ampie quote dell'export), e anche il mercato del lavoro non desta per ora preoccupazioni.
MENO DEBITI PER LO STATO.«Nonostante il mancato raggiungimento degli obiettivi di risparmio», ha osservato l'Handelsblatt, «il governo ha fatto passi in avanti nelle politiche di risanamento dei conti pubblici dello scorso anno. Lo Stato ha contratto nuovi debiti per 17,3 miliardi, una cifra di gran lunga inferiore ai 48,4 miliardi previsti nel bilancio 2011». Un risultato frutto, appunto, del buon andamento dell'economia reale. Se i risparmi si sono palesati inferiori al previsto, ben superiori si sono rivelate le entrate fiscali: con 527 miliardi di introiti si è raggiunta una crescita del 7,9% rispetto al 2010.
Il quotidiano economico di Düsseldorf non ha condiviso il pessimismo dello Spiegel: «Le previsioni dello stesso Istituto dell'economia tedesca sono positive», ha aggiunto, «e già nel 2013 la Germania potrebbe rispettare per la prima volta le prescrizioni della legge sul pareggio di bilancio varata da Bundestag e Bundesrat nel 2009. Il deficit strutturale del bilancio federale potrebbe scendere fra un anno sotto lo 0,35% del prodotto interno lordo, obiettivo previsto dal 2016, a patto di mantenere fede al piano di risparmio».
Proprio quello, però, che per due anni di seguito non è riuscito neppure alla Germania.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati