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ECONOMIA 23 Marzo Mar 2012 0900 23 marzo 2012

Merkel, la furbetta dei conti

La Germania bacchetta l'Europa, ma rimanda al 2016 il pareggio di bilancio.

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da Berlino

Jens Weidmann, presidente della Bundesbank.

Il presidente della Bundesbank Jens Weidmann non ha pace e, dopo aver criticato Mario Draghi per la decisione della Banca centrale europea di prestare 540 miliardi di euro alle banche private, ha preso di mira direttamente la cancelliera Angela Merkel, di cui pure era stato il principale consigliere economico e a cui deve in fondo la sua nomina al vertice della banca centrale tedesca.
PAREGGIO DI BILANCIO NEL 2016. Ma in Germania l'indipendenza dal mondo politico è uno dei punti di forza di ogni governatore. E così, come ha scritto la Frankfurter Allgemeine Zeitung, Weidmann non ci ha pensato su due volte e ha espresso a gran voce la sua delusione per la rilassatezza con cui il governo ha programmato gli obiettivi di bilancio per i prossimi anni: «Non è esattamente ambizioso un piano che prevede una crescita del deficit strutturale per quest'anno e rimanda il pareggio di bilancio al 2016».
GOVERNO TIMIDO SUL DEBITO. Certo, il governatore ha concesso che le azioni di consolidamento dei conti dello Stato hanno ottenuto alla fine un apprezzabile successo, ma la Germania deve guardarsi dal ripetere gli errori del passato: «Spesso si sono perdute occasioni decisive per abbattere il debito pubblico utilizzando sorprendenti attivi finanziari».
Ora la storia rischia di ripetersi e anche questa volta, nonostante le buone notizie provenienti dall'economia e dalle entrate fiscali, il governo mostra una grande timidezza nel ridimensionare velocemente il proprio debito.
BACCHETTATI GLI ALTRI PAESI. Sarebbe stato invece opportuno farlo, tanto più che Berlino continua a premere sugli altri Paesi europei, in particolare su quelli coinvolti nella crisi debitoria, affinché perseguano e mettano in pratica dure politiche di risparmio. Quello che si chiede con urgenza e determinazione ai partner europei viene invece trascurato a casa propria.

I liberali vogliono il pareggio di bilancio nel 2014

Angela Merkel, cancelliera tedesca.

Il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble aveva presentato le linee direttive della politica di bilancio tedesca per i prossimi anni. Per il 2012 è stato previsto un aumento dei nuovi debiti contratti dallo Stato fino a 34,8 miliardi di euro. Nei tre anni successivi, invece, i nuovi debiti dovrebbero essere contenuti entro 19,6 miliardi. E nel 2016 il governo prevede il raggiungimento della parità.
Nel dibattito all'interno della coalizione di maggioranza, si erano sollevate molte critiche soprattutto da parte dei liberali, che chiedevano di anticipare al 2014 il pareggio di bilancio.
ATTACCO DA PARTE DELL'SPD. Malumori ora condivisi non solo da Weidmann, ma anche da buona parte dell'opposizione socialdemocratica. L'esperto in materia dell'Spd, Carsten Schneider, ha infatti accusato Schäuble di operare in maniera poco pulita, rifiutando di approfittare della buona congiuntura economica per rimettere il più velocemente possibile ordine nei conti dello Stato: «Il ministro fa surf sull'onda della crescita economica e trascura di prendere precauzioni in caso di tempi magri».
RIMPROVERI ANCHE DAI VERDI. I rimproveri ruotano più o meno tutti attorno allo stesso concetto e sono arrivati all'esecutivo anche dai Verdi e da alcuni esperti del mondo economico.
«Gli alleggerimenti previsti dal governo per il 2013 sul bilancio dello Stato comporteranno pochi miglioramenti strutturali», ha detto alla Faz Heinz Gebhardt, direttore dell'Istituto di ricerca economica del Reno-Vestfalia, «perché in buona parte si tratta semplicemente dello spostamento di carichi su diversi livelli amministrativi».
FALLITI GLI OBIETTIVI DI GOVERNO. I critici sono concordi sul giudizio che l'esecutivo abbia fallito i propri stessi obiettivi e che dell'ambizione mostrata negli scorsi anni di consolidare il bilancio dello Stato non vi sia alcuna traccia. In più, non è ancora chiaro come essa dovrà realizzarsi nel futuro: «Il ridimensionamento del deficit è stato possibile solo grazie alla buona congiuntura», ha concluso Gebhardt, un fattore troppo aleatorio per poterci fare ancora affidamento.
TAGLI POSSIBILI SUL WELFARE. Le sue critiche siano state sposate in particolare dalla stessa stampa conservatrice, lo ha testimoniato il breve e duro commento apparso sulle pagine della Bild, il quotidiano che più volentieri bacchetta con titoli scandalizzati il comportamento allegro degli altri Stati europei indebitati: «Finora la Germania appariva uno scolaro modello di fronte al resto dell'Europa. Ora è chiaro che la cosa non è più vera. Mentre gli altri Stati sono chiamati a risparmiare fino all'osso, la Germania allenta i cordoni della borsa, inviando un segnale fatale».
La Bild ha elencato una serie di proposte concrete che potrebbero essere prese in considerazione, da tagli alla sanità e alle pensioni a riduzioni per l'assistenza ai figli, e poi ha concluso: «Il governo deve avere più coraggio. Chi chiede agli altri di azionare il turbo nelle politiche di risparmio, deve anticipare tutti con esempi migliori».

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