Peter Terium 120330105707
GERMANIA 30 Marzo Mar 2012 1050 30 marzo 2012

Eon e Rwe, svolta rinnovabile

Niente centrali nucleari in Gran Bretagna, le aziende preferiscono le energie verdi.

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da Berlino

Peter Terium.

Se non è una svolta, quantomeno è un segnale dei tempi. I consorzi energetici tedeschi Eon e Rwe hanno deciso di rinunciare in Gran Bretagna alla costruzione di centrali nucleari, preferendo lo sviluppo di tecnologie verdi.
Come ha riportato l'Handelsblatt, «le due aziende hanno annunciato, in due comunicati separati susseguitisi di qualche ora, di aver messo in vendita la Horizon nuclear power, una società creata in joint venture che avrebbe dovuto realizzare sei impianti nucleari in Gran Bretagna».
BASTA NUCLEARE, SÌ ALLE RINNOVABILI. Appare una scelta strategica di lungo periodo, intrapresa da due grandi aziende di un Paese che, nel 2011, ha deciso di affrontare l'avventura della fuoriuscita dall'energia atomica e di lanciarsi nello sviluppo di quelle rinnovabili.
Una svolta non priva di difficoltà e incognite, come ha dimostrato il lento avvio dei programmi di riconversione che, proprio a un anno dalla decisione del governo di Angela Merkel, sembrerebbe segnare il passo.
DUBBIO SUI MOTIVI DELLA DECISIONE. I commentatori hanno avanzato alcune ipotesi sui veri motivi della decisione, tra cui quella che le due aziende, costrette a fare i conti con pesanti perdite proprio per l'abbandono del nucleare in Germania, si siano riscoperte con il fiato corto per un investimento così oneroso come quello in Gran Bretagna.
Quando Eon e Rwe annunciarono la stipula della joint venture, si proponevano di realizzare entro il 2025 nuove centrali nucleari per una produzione complessiva di 6 mila megawatt. Un impegno, dicevano, che avrebbe richiesto probabilmente più di 18 miliardi di euro.
COSTI TROPPO ALTI PER L'ATOMO. Nel frattempo i dubbi sull'affare erano aumentati. Ad alimentarli, secondo il quotidiano economico, «l'incerto contesto politico ed economico, il drastico aumento dei costi rispetto alle previsioni, i ritardi nella costruzione di nuovi reattori atomici in Francia e Finlandia, costi dell'elettricità in calo».
Quest'ultimo potrebbe essere stato l'elemento decisivo. «Con un prezzo di 60 euro a megawattora non è possibile costruire alcuna centrale nucleare», aveva detto qualche tempo fa Peter Terium, destinato a sostituire l'attuale capo di Rwe, Jürgen Großmann, «perché l'investimento abbia un ritorno sarebbe necessario un prezzo probabilmente superiore anche ai 100 euro».
Nell'ultimo biennio, Rwe ha abbandonato la partecipazione a due progetti per centrali atomiche nell'Europa dell'Est: nel 2010 in Bulgaria e all'inizio del 2011 in Romania.

Verso la transizione delle energie rinnovabili

Johannes Teyssen, presidente del consiglio di amministrazione della Eon.

Così, paradossalmente, proprio gli annunci arrivati dai due quartier generali di Essen (Rwe) e Düsseldorf (Eon) potrebbero diffondere nuovo ottimismo in Germania per rilanciare il complesso processo di transizione verso le rinnovabili, confermando che anche l'industria del settore, dopo aver criticato le decisioni del governo e aver lamentato grandi perdite per l'abbandono anticipato dei programmi nucleari tedeschi, si sia convinta di poter giocare da protagonista la partita della svolta energetica.
INVESTIMENTI PIÙ ATTRAENTI. «Siamo giunti alla conclusione che gli investimenti nelle rinnovabili, nei sistemi di produzione decentralizzati e nelle tecniche di efficienza energetica siano più attraenti», ha detto all'Handelsblatt il presidente del consiglio di amministrazione della Eon, Johannes Teyssen, «sia per noi sia per i nostri clienti britannici».
Il quotidiano si dice convinto che il consorzio tedesco non sia stato condizionato dall'incertezza sul proseguimento del piano nucleare da parte del governo di David Cameron, che pare fuori discussione, e neppure da valutazioni sulla redditività di investimenti nell'energia atomica: «Abbiamo semplicemente valutato quale fosse il settore più attraente nel quale impegnare le nostre risorse e i nostri investimenti», ha aggiunto Teyssen.
NUCLEARE SEMPRE ATTRAENTE. E la risposta è stata quella delle rinnovabili. Secondo il manager della Eon, il nucleare resta un settore interessante, tanto è vero che la joint-venture è stata posta in vendita nella convinzione di trovare un nuovo acquirente che voglia farci profitti: «Ma per noi la scelta migliore è un'altra».
Tuttavia, la questione dei costi relativi agli investimenti atomici non deve essere stata del tutto irrilevante, dal momento che nel comunicato della Rwe è stata esplicitamente menzionata.

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