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LA NUOVA PREVIDENZA 15 Aprile Apr 2012 0122 15 aprile 2012

Pensioni, effetto Sacconi Tremonti: calo del 27,4%

Inps: nei primi tre mesi dell'anno numeri dimezzati rispetto al 2011.

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Un pensionato sul lungomare davanti a Castel dell'Ovo a Napoli.

La riforma delle pensioni ha centrato l'obiettivo: diminuire la spesa pubblica. Nel 2011 le nuove pensioni liquidate dall'Inps, l'istituto nazionale di previdenza, sono state 235.524 con un calo di 89.276 assegni sul 2010 (-27,4%). Il dato è stato possibile soprattutto grazie all'introduzione della finestra mobile e all'inasprimento dei requisiti per l'accesso alla pensione di anzianità.
Nei primi tre mesi del 2012, il calo è ancora più impressionante: gli assegni elargiti si sono dimezzati rispetto allo stesso periodo del 2011 passando da 93.552 a 43.870 (-53,1%). Si tratta ancora dell'effetto dello scalino 2011 e della finestra mobile dato che le regole del Salva Italia avranno effetto dal 2013.
NON ANCORA IL SALVA ITALIA. «Le riforme hanno funzionato», ha commentato il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua. «Questi dati», ha detto, «sono l'effetto dell'introduzione delle finestre mobili della riforma Sacconi-Tremonti. L'Italia risponde con i dati alle preoccupazioni del Fondo monetario internazionale sull'invecchiamento della popolazione».

Crollano le pensioni di vecchiaia: -37%

Gli effetti della manovra 2010 iniziano a farsi sentire con il calo di pensioni.

I dati Inps hanno segnalato un crollo nel 2011 soprattutto delle pensioni di vecchiaia passate da 158.412 del 2010 a 98.781 del 2011 (-37%). In particolare un crollo per le nuove pensioni di vecchiaia si è registrato per i lavoratori dipendenti con il passaggio dalle 91.956 del 2010 alle 49.351 del 2011 (-46%) mentre i trattamenti di vecchiaia dei lavoratori autonomi hanno segnato un calo del 25,6%.
ANZIANITÀ: MENO 17,8%. Per le pensioni di anzianità il calo complessivo (autonomi e dipendenti) è stato del 17,8% (da 166.388 trattamenti a 136.743). Le pensioni di anzianità dei dipendenti sono passate da 103.134 nel 2010 a 91.447 nel 2011 mentre quelle dei lavoratori autonomi sono passate da 63.254 a 45.296. Nel complesso le pensioni di vecchiaia e anzianità dei dipendenti sono diminuite del 27,7% (da 195.000 a 140.798) mentre quelle degli autonomi hanno avuto un arretramento del 26,9% (da 129.710 a 94.726).
Sulla diminuzione dei trattamenti hanno inciso soprattutto le nuove regole scattate nel 2011 sulla finestra mobile (12 mesi di attesa una volta raggiunti i requisiti per la pensione, 18 mesi per gli autonomi) e sull'inasprimento dei requisiti per l'accesso alla pensione di anzianità (almeno 60 anni di età con quota 96 tra età e contributi, a fronte dei 59 e quota 95 del 2010, mentre sono rimasti stabili i 40 anni di contributi a qualsiasi età).
DANNEGGIATI I PENSIONANDI DEL 2011. Nel 2011 quindi sono riusciti a uscire solo coloro che avevano già raggiunto i requisiti nel 2010, perché per chi li ha raggiunti nel 2011 è scattata la finestra mobile che ha rinviato tutti al 2012. Nel 2012 sono scattate le regole previste dal decreto Salva Italia (addio alle quote per l'anzianità, aumento per l'età di vecchiaia delle donne, cancellazione della finestra mobile ecc.) ma coloro che hanno maturato i requisiti nel 2011 e sono stati bloccati dalla finestra mobile sono destinati a uscire con le vecchie regole. Quindi il lavoratore dipendente che ha maturato i requisiti per la pensione a giugno 2011 dovrebbe uscire a giugno 2012, ancora con la finestra mobile.

Il calo maggiore nell'anzianità dei dipendenti: -61%

Un modulo dell'Inps.

Nei primi tre mesi dell'anno le pensioni del fondo lavoratori dipendenti sono diminuite del 51,2% da 63.019 a 30.747. Le nuove pensioni liquidate per i lavoratori autonomi sono diminuite del 57% passando da 30.533 a 13.123. Le pensioni di anzianità nel complesso sono diminuite del 48,75%, da 53.971 dei primi tre mesi 2011 a 27.658 dei primi tre mesi del 2012.
AUTONOMI: CALO LIMITATO DEL 17%. Il crollo c'è stato soprattutto per le pensioni di anzianità dei dipendenti passate nel periodo da 39.743 a 15.862 (-61%) mentre per le pensioni di anzianità degli autonomi il calo è stato più contenuto (-17,1%). Le pensioni di vecchiaia nel complesso sono diminuite del 58,9% passando dalle 39.521 dei primi tre mesi del 2011 alle 16.212 dei primi tre mesi del 2012. In particolare sono crollate le pensioni di vecchiaia dei lavoratori autonomi passando da 16.245 dei primi tre mesi del 2011 a 1.327 dello stesso periodo 2012 (-91,8%). Nel complesso nel 2011 l'età media di pensionamento è stata di 60,2 anni in calo rispetto ai 60,4 del 2010.

Dal 2013 arriva il Salva Italia: regole più aspre

La manovra produrrà una stretta sulle pensioni di 13 milioni di italiani.

Nel 2012 vanno in pensione coloro che hanno maturato i requisiti nel 2011 ma hanno dovuto attendere i 12 mesi previsti dalla finestra mobile (18 per gli autonomi). Stanno quindi ancora andando in pensione di vecchiaia gli uomini a 65 anni e le donne a 60 (a questi si aggiungono i 12-18 mesi di finestra mobile).
RIFORMA PER I PENSIONANDI 2012. Si sta uscendo inoltre ancora dal lavoro con la pensione di anzianità grazie alle quote (almeno 60 anni di età con quota 96 tra età e contributi, a fronte dei 59 e quota 95 del 2010) e con 40 anni di contributi indipendentemente dall'età (anche per l'anzianità si attende la finestra mobile).
Il decreto Salva Italia ha inasprito le regole soprattutto per l'anzianità e per la vecchiaia delle donne ma avrà effetti a partire dal 2013 per le persone che maturano i nuovi requisiti nel 2012.

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