Banca Centrale Europea 120306160156
OLTRE L'EURO 15 Settembre Set 2012 1600 15 settembre 2012

Ecofin, verso la vigilanza europea delle banche

Alla Bce la supervisione unica. Contrari Svezia e Germania.

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La sede centrale della Bce.

Nello stesso giorno in cui quattro anni fa crollò la Lehman Brothers, i ministri delle Finanze della Ue non sono riusciti ad appianare i contrasti sulla creazione di una supervisione unica bancaria.
Il confronto all'Ecofin riunito a Nicosia il 15 settembre si è concluso con l'assunzione graduale da parte della Bce del ruolo di 'sceriffo' di tutte le 6 mila banche della zona euro.
Ma, anche in questo caso, l'accordo non è stato ancora raggiunto.
VIGILANZA PER BANCHE IN ALLARME. La vigilanza unica europea, affidata alla Bce, non dovrebbe trattare tutte banche ma solo tre classi: le sistemiche, in crisi e quelle, anche minori, su cui è scattato l'allarme e il cui controllo viene così avocato a Francoforte.
Altra categoria poi è quella degli istituti che hanno ricevuto gli aiuti di stato come le banche spagnole. Non ci dovrebbero essere comunque esenzioni su un tipo o modello di istituti (ad esempio le banche regionali tedesche) e la responsabilità finale complessiva su tutte sarebbe quindi della Bce.
ITALIA APPOGGIA PROPOSTA. Intanto restano ancora tre mesi di tempo per rispettare l'indicazione ricevuta dai leader dei 27, che a fine giugno hanno chiesto alla Commissione una proposta in tempi strettissimi per potere avviare il nuovo meccanismo dal primo gennaio del 2013.
L'Italia, come la Francia e la Spagna, appoggia con convinzione la proposta di Bruxelles.
EVITARE CRISI SISTEMICHE. «Come governo condividiamo il progetto e l'ambiziosa tabella di marcia della commissione Ue», ha dichiarato il ministro dell'Economia Vittorio Grilli. Per arrivare all'Unione bancaria, è necessario far partire per prima «la tappa principale della vigilanza», ha aggiunto, ricordando che «con questo strumento si potranno evitare, grazie a una maggiore prevenzione, crisi sistemiche che contagino i paesi e i mercati».
«Sull'Unione Bancaria il progresso è evidente», ha commentato il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, per il quale è un bene che il confronto sia ora nel campo della politica.

Contrari alla proposta Svezia e Germania

Wolfgang Schaeuble, ministro delle Finanze tedesco.

Il meccanismo prevede che le regole siano decise in sede Eba, l'autorità con sede a Londra, e poi attuate dalla Bce ma la discussione sui ruoli reciproci è ancora in corso così come la definizione di regole comuni, necessarie per evitare differenze marcate nella valutazione degli asset.
Secondo Francoforte, il meccanismo di supervisione affidato alla Bce, «sarà molto decentralizzato e consentirà una stretta separazione tra politica monetaria e ruolo di sorveglianza».
SUPERVISIONE DALL'1 GENNAIO 2013. L'approccio progressivo prevederebbe che la Bce assuma prima la supervisione delle banche che hanno ricevuto aiuti Ue o di stato (dall'1 gennaio 2013), poi di quelle sistemiche (dall'1 luglio 2013) e solo dopo, dall'inizio 2014, di tutte le altre.
Per ora la proposta non convince la Svezia ed altri paesi non euro (per i quali è prevista una partecipazione su base volontaria), che la ritengono «inaccettabile» senza nuove garanzie sul sistema di voto.
L'ostacolo più grosso arriva però da Berlino.
GERMANIA CONTRO CAPITALIZZAZIONE DIRETTA. Il ministro tedesco Wolfgang Schaeuble ha detto che «non è possibile rispettare la data del primo gennaio» e ha ribadito l'opposizione alla capitalizzazione diretta delle banche da parte del fondo salva stati Esm, che dovrebbe scattare con il meccanismo di sorveglianza unica.
La posizione tedesca danneggia soprattutto Madrid che punta a ricevere l'assistenza finanziaria per ricapitalizzare le proprie banche senza essere costretta a negoziare con la troika.

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