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STAMPA
23 Ottobre Ott 2012 1619 23 ottobre 2012

Crisi editoria, 90 giornali vicini al fallimento

Fondi tagliati, a rischio 4 mila posti di lavoro.

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Il segretario generale della Federazione nazionale della stampa Franco Siddi.

Sarebbero 90 i giornali sull'orlo del fallimento. Finanziamenti ancora incerti e un disegno di legge delega sull'editoria gravemente lacunoso. Franco Siddi, segretario generale della Federazione nazionale della stampa, intervenendo martedì 23 ottobre all'incontro alla Camera 'Il pluralismo verso l'estinzione', ha lanciato l'allarme: «A morire nei diritti della legge noi non ci stiamo».
SUI FONDI REGNA L'INCERTEZZA. Siddi ha spiegato: «Siamo a fine anno e non solo i finanziamenti pubblici all'editoria sono scesi dai 114 milioni di euro del 2011 ai 60-70 del 2012. Ma non si riesce neanche a capire con esattezza quale sarà l'ammontare. Le imprese che stanno continuando a lavorare stringendo i denti rischiano di arrivare a fine anno e scoprire che i fondi non saranno erogati. In quel caso l'unica strada sarà la chiusura». Un'incertezza che, ha aggiunto, si prolunga anche sul disegno legge delega per il settore. «La bozza presentata dice che non dovranno essere modificati i tetti dei finanziamenti. Ma quali tetti, quelli del 2011 o quelli del 2012? Se l'ipotesi è la seconda non ci stiamo. Tutti gli operatori dicono che non si può sopravvivere sotto la soglia dei 120 milioni e a questo punto il governo dica se considera l'editoria l'asse portante dello sviluppo del paese o no».
LA RICHIESTA, UN INCREMENTO DI 70 MLN. Pronti a convocare un'assemblea pubblica con tutti i rappresentati di settore per il 6 o il 13 novembre, Fnsi e Mediacoop hanno inviato una lettera al presidente del Consiglio Mario Monti sulla necessità di incrementare «di almeno altri 70 milioni la dotazione del Fondo editoria per i contributi alle cooperative di giornalisti, alle testate di idee, non profit e di partito o si andrà incontro al default di questa parte dell'informazione, con una perdita di 4 mila posti di lavoro», più tutto l'indotto e gli introiti dell'Iva. «Senza queste risorse non sarà possibile dare operatività anche allo stesso Decreto Peluffo per il recupero e il riavvio di testate già in crisi e in uscita dalle edicole».

Fondi, ritornare al sostegno di 120 milioni.

Rischiano il fallimento 90 giornali.

La buona notizia, ha aggiunto Mario Salani presidente di Mediacoop, è che «nella legge di stabilità è previsto il finanziamento all'editoria nel 2015. Ma non ha senso votare una delega se poi i soggetti per cui si vota nel frattempo saranno scomparsi». Intanto mercoledì 24 ottobre, in Commissione cultura alla Camera, ha ricordato il deputato Emilia De Biasi del Pd, è in programma la votazione di «una risoluzione perché la legge delega riporti il sostegno pubblico a 120 milioni e si interessi in particolare del tema occupazionale».
TROPPI BAVAGLI. In questi giorni, conclude Siddi, si passa «da un bavaglio a un altro, da quello dei mancati finanziamenti a quello della legge sulla corruzione che si sta trasformando in una legge vendicativa contro i giornalisti che hanno messo certi politici sotto la loro lente». A sostenere l'appello di martedì 23 ottobre, anche Fulvio Fammoni (Cledics), Giorgio Lainati (Pdl) e Riccardo Franco Levi (Pd).

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