LA DECISIONE 5 Dicembre Dic 2012 1723 05 dicembre 2012

Ue, riforme dei Paesi vincolate da contratti

Bozza del vertice: coordinamento di Bruxelles sulle misure degli Stati.

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Nel corso del 2013 è previsto che la Commissione Ue faccia una proposta per un coordinamento 'ex ante' delle riforme strutturali dei Paesi e tutti gli Stati dell'Eurozona stringano 'contratti' con Bruxelles su misure, riforme e mezzi per applicarle.
È quanto si legge nella bozza di conclusioni del vertice Ue del 13-14 dicembre.
BANCHE, SUPERVISIONE ENTRO 2013. Inoltre è stata sottolineata la necessità di dare vita a un «quadro legislativo operativo sulla supervisione bancaria unica entro marzo 2013, in modo che quando entrerà in vigore, il fondo salva Stati Esm potrà ricapitalizzare direttamente le banche».
VERSO L'UNIONE ECONOMICA. Le riforme dei Paesi sarebbero quindi vincolate da un contratto tra governi e Bruxelles. Con l'aggiunta di supervisione bancaria unica e garanzie sui depositi entro marzo 2013, verrebbe così dato un colpo di acceleratore all'integrazione verso l'Unione economica e monetaria immaginata dal presidente della Ue Herman van Rompuy.
STOP AL LEGAME DEBITO-BANCHE. La road map prevede tre tappe fondamentali: 2012-2013 è la prima, nella quale è previsto che l'Ue cerchi di «assicurare la sostenibilità dei bilanci e rompere il legame tra banche e debiti sovrani».
In questa prima fase, entro marzo 2013, Van Rompuy vede l'approvazione di un «quadro legislativo» per la supervisione degli istituti di credito, il via libera a uno schema di garanzie per i depositi bancari e un fondo di risoluzione bancario, che servirà in caso di choc degli istituti.
Tutte misure pensate per azzerare gli effetti della crisi delle banche sui cittadini.
Solo dopo, può partire anche il progetto di ricapitalizzazione diretta delle banche da parte del fondo salva-Stati Esm, punto su cui la Germania ha però espresso dei dubbi.
PROMOZIONE DI CRESCITA E LAVORO. La seconda fase riguarda il periodo 2013-2014, dove è destinato a essere completato il «quadro finanziario integrato e si promuoveranno crescita e lavoro a livello nazionale».
È in questa fase che la Commissione vuole proporre un «coordinamento ex ante delle maggiori riforme strutturali» dei Paesi, nell'ambito del semestre europeo. I Paesi dell'euro «stringeranno accordi individuali di natura contrattuale con le istituzioni Ue sulle misure e le riforme che intendono portare avanti e sui mezzi per applicarle».
Le riforme andranno fatte sulla base delle raccomandazioni che Bruxelles fa dopo le previsioni economiche. Per realizzare questa nuova tappa dell'integrazione, si legge nella bozza, la Commissione stenderà un progetto basato su «procedure esistenti», quindi senza pericolo di addentrarsi in pericolose modifiche dei Trattati.
CESSIONE DI SOVRANITÀ ECONOMICA. Anche i Paesi non-euro potranno aderire a un simile regime di contratti. La terza fase guarda a dopo il 2014 e l'obiettivo ambizioso è di cedere sovranità economica, «ma richiede un cambiamento dei Trattati», specifica la bozza dei leader.
Si può arrivare a un bilancio comune e a un coordinamento stretto delle politiche economiche soprattutto nel campo della tassazione e dell'occupazione.

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