Bosco Verticale 130509201200
EDILIZIA 10 Maggio Mag 2013 0800 10 maggio 2013

Bosco verticale, lavori sospesi

Milano: congelate le torri di Boeri.

  • ...

Vista del terrazzo di un appartamento del Bosco Verticale.

A Milano sono ferme da una settimana le gru davanti alle due torri del Bosco verticale, il gioiello di architettura residenziale biologica progettato da Stefano Boeri che dovrebbe essere finito entro marzo 2014. Ma che ora rischia di vedere i tempi di inaugurazione allungarsi, a causa di un cambio in corsa dell'impresa edilizia a capo dei lavori di costruzione.
OSTACOLI ALL'ITALIANA. A quanto pare anche il colosso texano del real estate Hines, la cui società italiana amministrata da Manfredi Catella gestisce il progetto di sviluppo immobiliare Porta Nuova (con i tre progetti Garibaldi, Varesine e Isola), è inceppata nel modus operandi all'italiana.
L'ADDIO DELLA ZH CONSTRUCTION. La Zh construction, una delle imprese edili più importanti dell'Alto Adige, a cui erano stati affidati i lavori del progetto Isola, e quindi il complesso residenziale Bosco verticale (la commessa vale 83 milioni), ha lasciato il cantiere. E ha presentato un concordato preventivo 'in bianco', accettato con riserva il 27 aprile dal tribunale di Bolzano. Il vincolo posto è quello di presentare entro 120 giorni un piano di recupero dell’azienda.
Nell'attesa, «Hines Italia Sgr ha ritenuto di assumere, tramite il proprio team di professionisti, affiancato dalla direzione lavori il controllo del cantiere», fa sapere la società in una nota, «ciò a seguito di un accordo in tal senso con il general contractor Zh general construction company».

Bosco verticale, operai da quattro mesi senza stipendio

Bosco Verticale.

Dietro il «crac» della Zh, che ha numerosi cantieri aperti, in Trentino Alto Adige, a Milano e all'estero, il solito motivo: crisi e costruttori committenti che hanno fatto anticipare i costi di materiali, personale e attrezzature all'impresa edilizia senza poi pagare il conto. Almeno questa è la versione ufficiale. Anche se alcuni che conoscono bene Zh parlano di una mala gestione dei capitali che passano da una commessa all'altra e poi si perdono.
PREOCCUPAZIONE PER IL PIANO. Per ora le aziende che hanno lavorato nel cantiere milanese gestito dalla Zh aspettano con preoccupazione il piano, visto che la crisi sembra aver esposto l'azienda altoatesina nei confronti delle banche creditrici per circa 80 milioni di euro. Ma essendo un concordato in bianco, i creditori dell'azienda dovrebbero accordarsi per importi ridotti.
Alla fine a farne le spese saranno come al solito i lavoratori. Non solo le decine di dipendenti Zh, che dovranno ricorrere agli ammortizzatori sociali, ma anche quelli delle imprese che lavoravano in appalto e subappalto.
IN CANTIERE 200 OPERAI. Alcuni di loro, sentiti da Lettera43.it dicono di non ricevere lo stipendio da quattro mesi e ora temono di rimanere a mani vuote anche perché hanno firmato il «famoso» foglio di dimissioni in bianco.
Nel solo cantiere del Bosco verticale lavoravano oltre 200 gli operai. E una quindicina di piccole medie aziende ora prevedono non solo di non essere ripagate completamente da Zh - alcune vantano crediti di oltre 8 milioni di euro - ma di dover a loro volta ricorrere al tribunale e fare i conti con i loro dipendenti e i loro creditori.

Colombo Costruzioni intende mantenere i rapporti con i subappaltatori

Zh construction ha lasciato i lavori, subentra Colombo costruzioni.

Nessuno per ora però vuole commentare. «Aspettiamo di vedere il piano di concordato che Zh presenterà, siamo tra l'incudine e il martello, la situazione è delicata, non possiamo dire nulla», risponde a Lettera43.it Cns, specializzata in tecnologie edili per l'ambiente.
AL VIA IL NUOVO APPALTO. Il minimo comune denominatore è la paura di di rimanere senza lavoro. Anche se Hines Italia sgr «per permettere l'avanzamento delle opere e nell’interesse dei lavoratori coinvolti», ha già deciso di affidare il cantiere a Colombo Costruzioni, uno dei principali general contractor nazionali che ha già lavorato a Porta Nuova realizzando gli edifici del nuovo grattacielo Unicredit. E che ha annunciato di voler mantenere, per quanto possibile, i rapporti con i subappaltatori che conoscono bene il cantiere e lo stato dei lavori. «Ove concordato con i medesimi, saranno assunti direttamente», ha aggiunto Hines.
COSTI: FINO A 13 MILA EURO AL METRO QUADRO. Sebbene manchi ancora un anno alla fine dei lavori, molti spazi dei due grattacieli residenziali sono quasi completati e alcuni appartamenti già venduti. Da quelli dei primi piani sino all'ultimo, il 26esimo, naturalmente con costi che si differenziano molto e che partono dai 7 mila euro al metro quadro fino ai 13 mila
Costi che Hines conferma rimarranno invariati. Come i tempi di chiusura dei lavori. Una responsabilità che grava ora sulla Colombo Costruzioni, fondata nel 1905 e interamente controllata dall'omonima famiglia, pronta a subentrare nella gestione del cantiere già nelle prossime settimane.
In questi giorni nell'attesa che le autorità competenti diano il consenso al passaggio di consegne, una squadra di direttori dei lavori sta facendo dei sopralluoghi. Anche se non sarà un compito facile prendere in mano un lavoro avviato da altri.

Twitter @antodem

Correlati

Potresti esserti perso