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FISCO 13 Giugno Giu 2013 1800 13 giugno 2013

Il ministro dell'Economia: «I tagli Imu e Iva costano 8 mld»

Saccomanni: «Niente risorse per ridurre imposte».

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Il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni.

Il quadro della crisi resta molto serio e oltre alla decrescita mostra «dati negativi per quanto riguarda il gettito delle imposte e anche dell'Iva». Ma dopo le rassicurazioni fornite alle Bce, che aveva lanciato un allarme sui rischi della ripresa italiana, in un discorso al Senato il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, ha spiegato come la cancellazione completa dell'Imu costerebbe allo Stato 4 miliardi e altrettanto il blocco dell'aumento di un punto dell'Iva (previsto per luglio), cifre che «fanno ipotizzare interventi compensativi di estrema severità che al momento non sono rinvenibili».
«ALLO STUDIO OGNI TIPO DI SOLUZIONE». Ma su questi temi «il governo è al lavoro su tutti i temi che fanno parte dell'impegno programmatico del governo. È in corso una quantificazione globale delle esigenze di finanziamento per rispondere a questi obiettivi». Per rispettare gli impegni europei, ha spiegato, occorre «il reperimento di coperture con tagli di spesa e ritocchi alla tassazione. Studiamo ogni tipo di soluzione» ha spiegato ancora Saccomanni.
«È intenzione del governo riprendere rapidamente la discussione della delega fiscale con tempi rapidi per la discussione in parlamento», ha garantito in relazione alle richieste degli italiani. Oltre alla tematica delle tasse, è in arrivo un provvedimento sulle semplificazioni, che secondo Saccomanni è destinato a essere presentato a breve al Consiglio dei Ministri: «È di prossima presentazione al consiglio dei ministri un provvedimento sulle semplificazioni», ha detto aggiungendo che «ci sono i margini per ridurre ulteriormente gli oneri amministrativi».
IVA, IPOTESI DI CONGELAMENTO PER TRE MESI. Sulla possibilità di bloccare il rialzo dell'Iva previsto a luglio Saccomanni ha spiegato: «Siamo consapevoli degli effetti negativi che un aumento può provocare, anche se il reperimento delle coperture alternative potrebbe essere non meno gravoso». «Ci sono nel dettaglio tutte le possibilità dall'eliminazione di un punto di aumento che vale 2 miliardi e poi 4 miliardi per ciascuno degli anni successivi. È all'esame l'ipotesi di ridurre di tre mesi o rinviarla per un periodo di tempo in modo da guardare con più chiarezza alla situazione economica, superata la fase di incertezza, che potrebbe mostrare segnali di miglioramento, visto che tutti gli istituti proiettano una ripresa verso la seconda parte dell'anno». Lui stesso, d'altra parte, ha ricordato che «la situazione mostra dei segni che non sono precisamente incoraggianti, c'è un quadro peggiore, non solo una decrescita ancora seria, ma anche dati negativi per quanto riguardano il gettito delle imposte e anche dell'Iva».
«REVISIONE IMU PRIMA DELLA FINE DI AGOSTO». Complicazioni alle quali si aggiungono quelle sull'Imu. Per quanto concerne la tassa sulla casa, Saccomanni ha chiarito comunque che « il governo intende se possibile, concludere la revisione ben prima della fine di agosto».
«ALTRI 20-30 MLN DI DEBITI DELLA PA». «L'obiettivo è quello di ridurre l'imposizione sul lavoro e sulle imprese reperendo le fonti di finanziamento essenzialmente attraverso una revisione strutturale dei meccanismi di spesa ed attaccando il capitolo delle agevolazioni di carattere fiscale», ha spiegato.
«Un stima del debito complessivo della Pubblica amministrazione non c'è», ha rilevato, sottolineando che la cifra di 90 miliardi fornita da Banca d'Italia «era basata sulle stime derivanti da sondaggi d' opinione dal lato dei creditori». Inoltre c'è da tenere presente che «una parte è debito fisiologico», cioè quei debiti appena contratti e «che scadono tra 30 giorni, e che non devono essere pagati subito». Al netto dunque dei 40 miliardi appena stanziati (con il decreto legge approvato dal parlamento), e in via di pagamento, «probabilmente l'importo residuo è dell'ordine di 20-30 miliardi».

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