Obama Caccia Stati 130621181137
dietro front 22 Giugno Giu 2013 0730 22 giugno 2013

Per gli Stati Uniti gli F35 sono cari

Obama pensa di bloccare le commesse.

  • ...

Secondo Obama senza ulteriori e costosi miglioramenti l’F35 Joint Fight Striker non risponde completamente ai requisiti necessari per il combattimento.

Anche Barack Obama ha scoperto che gli F35 sono troppo costosi. «I costi previsti di operatività e manutenzione della flotta degli F35, una volta messa in linea, sono stati giudicati insostenibili dai vertici del dipartimento della Difesa» degli Stati Uniti: se le spese non caleranno, l’intero programma di costruzione del nuovo aereo da guerra è destinato a saltare perché anche gli Usa - dopo Canada e Olanda - sarebbero costretti a rinunciare all’acquisto.
IL RAPPORTO ILLUSTRATO AL SENATO USA. E l’Italia rimarrebbe forse il solo Paese al mondo a volere ancora un aereo che costa troppo e non è nemmeno in grado di combattere. La bocciatura dell’F35 è del 19 giugno. È contenuta in un rapporto (sigla Gao-13-690T), illustrato al Senato americano, redatto dal Government accountability Office (Gao), la branca del governo incaricata di controllare e autorizzare o meno ogni spesa prevista dall’Amministrazione pubblica.
GIUDIZIO SEVERO SUL PIANO TECNICO. Il giudizio del governo di Barak Obama è severo anche sul piano tecnico: senza ulteriori e costosi miglioramenti, «l’F35 Joint Fight Striker non risponde completamente ai requisiti necessari per il combattimento».
I 90 CACCIA PAGATI DALL'ITALIA. L’Italia, nel frattempo, sta pagando al prezzo di 15 miliardi di euro 90 F35 che potrebbero, una volta consegnati, non alzarsi mai in volo dalle basi della Penisola perché inadatti ai compiti per cui sono stati progettati.
Ma mentre il governo di Washington si interroga, quello di Roma tira dritto ignorando persino gli allarmi che gli giungono ripetutamente dalla Casa Bianca e dal Pentagono.

Il pericolo finanziario: acquisto e manutenzione alle stelle

Un F35 in volo.

La relazione presentata al comitato per la Difesa al Senato spiega che, a causa di ritardi e difetti nella produzione ormai ben noti da anni, i costi sia di acquisto che di manutenzione dell’aereo sono lievitati in maniera insostenibile. E sono stati gli stessi vertici militari a far notare che sarebbe stato inutile poter disporre degli F35 senza poi avere in tasca, a causa dei tagli al bilancio Usa, i quattrini per rifornimento, manutenzione e riparazione.
IN MEDIA 12,6 MLD DI DOLLARI ALL'ANNO. Ma sono anche i costi iniziali a essere esplosi. Nel rapporto si legge che, da qui al 2037 (quando gli Usa e l’Italia finiranno di pagare il conto ai produttori) il governo Usa dovrà spendere una media di 12,6 miliardi di dollari l’anno, per un totale (compreso quanto già pagato) di 400 miliardi di dollari per 2.457 esemplari.
E così il dipartimento della Difesa è stato chiaro: «I costi sono giudicati insostenibili». Esiste quindi il «rischio di insostenibilità finanziaria», spiega il gao al Senato, perché l’intero progetto richiede «un impegno notevole» da qui fino ai prossimi 25 anni, mentre i bilanci statali americani dei prossimi anni si annunciano «ancora più austeri».
I TEST A TERRA E IN VOLO. Non tutto, comunque, va storto. Fermo restando che, così com’è, l’F35 non sarà acquistato, sotto il profilo tecnico, spiega il rapporto, alcuni problemi sono stati risolti. I test a terra e in volo, condotti nell’ultimo anno, «hanno permesso di raggiungere sette dei 10 obiettivi» fissati per il miglioramento dell’aereo, segnato da una serie di difetti congeniti che lo rendono «inferiore», si legge nei rapporti precedenti del Gao, «agli aerei rivali» di altre nazioni, soprattutto nei confronti degli aerei da combattimento russi, che avrebbero facilmente la meglio sugli F35.
NON È IN GRADO DI COMBATTARE. Questo perché, è spiegato nel rapporto al Senato del 19 giugno, l’F35 non è in grado di combattere: è vero che «sono stati fatti progressi nei quattro settori tecnici di rischio i quali minacciavano, se non affrontati, di ridurre sostanzialmente la capacità di missione e di operatività dell’F35, resta», spiega il Gao, «ancora lavoro da fare per eliminare totalmente questo rischio».
Tra i problemi non risolti ci sono poi la complessità eccessiva del software di volo, i difetti nei display degli strumenti, e – nella versione per la Us Navy – il cattivo funzionamento del gancio che permette agli F35 di atterrare su una portaerei senza finire in mare al termine del ponte.

Un progetto che deve diventare sostenibile

Barack Obama.

La valutazione finale dell’ufficio di controllo della spesa di Barak Obama è chiarissimo: «Nonostante i miglioramenti, restano ancora sfide enormi da affrontare».
RISPONDERE AI REQUISITI MILITARI. Sotto il profilo militare, «il programma deve ancora dimostrare completamente la capacità del design e di operatività dell’F35 di rispondere ai requisiti di combattimento», mentre – e qui c’è la parte dei costi - «allo stesso tempo il progetto deve diventare sostenibile, così che gli Stati Uniti e i loro alleati possano acquistare il numero di esemplari necessari e mantenerli in funzione per tutto il ciclo operativo».
Possibile, certo. Ma il governo Usa non si fa illusioni: «Soprattutto assicurare la sostenibilità delle spese sarà una sfida, ora che incombono bilanci pubblici ancora più austeri».

Correlati

Potresti esserti perso