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ECONOMIA 26 Novembre Nov 2013 1510 26 novembre 2013

Russian direct investment fund, il braccio finanziario da 10 mld di Putin

Dove investe il Fondo che affianca le mire della Russia.

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Kirill Dmitrie, amministratore delegato del Russian direct investment fund.

Di noto, per ora, ci sono i 21 accordi siglati tra Vladimir Putin, la poderosa delegazione di ministri e industriali moscoviti e le controparti italiane: le aziende coinvolte spaziano da Mediobanca a Pirelli, passando per Eni, Fincantieri e Poste italiane.
L'INTRECCIO DEI FONDI. Ma i risultati del summit italo-russo di martedì 26 novembre a Trieste potrebbero venire fuori soltanto fra qualche tempo, quando si prevede siano chiari gli accordi tra i due fondi strategici statali, il Russian direct investment fund (Rdif) controllato dal Cremlino, e il Fondo strategico italiano, sotto la guida del governo di Roma.
L'obiettivo è un investimento da 1 miliardo di euro a testa, per intrecciare le due economie. E per inaugurare un modello che i russi stanno già applicando con successo soprattutto in Estremo Oriente e negli emirati del Golfo Persico.
DOTAZIONE 10 MILIARDI. Il Rdif, con un valore di circa 10 miliardi di dollari, è uno strumento nato soprattutto per sostenere le grandi iniziative finanziarie e industriali russe, ma anche per entrare in mercati stranieri.
Il meccanismo è quello dell'acquisto di pezzi di società quotate o non quotate nelle varie Borse mondiali per lucrare sull'andamento dei prezzi e incassare i dividendi. Ma anche per permettere al Cremlino di avere una presenza che possa indirizzare le attività economiche in patria e all'estero. E per sostenere l'avvio o lo sviluppo di investimenti cari a Mosca.

La strategia di espansione del Cremlino attraverso i soldi pubblici

Il premier Enrico Letta e il presidente della Russia Vladimir Putin.

I settori finora prediletti da Rdif per le sue operazioni sono industria pesante, telecomunicazioni, farmaceutica e agricoltura, oltre che ovviamente i mercati finanziari, le banche e le assicurazioni.
Finora Rdif ha svolto attività abbastanza limitate con partner italiani. Ha di recente partecipato alla vendita di una quota di minoranza (a privati) della centrale elettrica Enel Ogk-5, controllata da Enel e operante in Russia, in seguito a una brevissima operazione di ingresso nel capitale dove si era impegnato per 137 milioni di dollari.
AZIONI UNICREDIT E ALENIA. Nel luglio 2012 il fondo in mano a Putin aveva acquistato quote di Unicredit in seguito al crollo, nel giro di un anno, di circa due terzi del valore delle azioni della banca italiana.
Infine, Rdif partecipa con propri fondo al progetto di Alenia (società statale italiana del gruppo Finmeccanica) la quale controlla, in Russia, la joint venture che costruisce l'aereo passeggeri a corto raggio SuperJet 100 (Alenia ha il 51% e la russa Sukhoi il restante 49%).
L'ESPANSIONE VERSO I PETRODOLLARI. Il fondo strategico del Cremlino negli ultimi mesi è intervenuto soprattutto in operazioni in Corea del Sud e nel mondo arabo, con particolare attenzione agli Emirati, nello sviluppo di una strategia globale di espansione.
Putin vorrebbe una presenza russa coordinata di carattere economico, diplomatico e militare nelle aree di maggiore interesse, oltre che un richiamo dei petrodollari del Golfo nelle aziende russe.
CON I CINESI E IN DEUTSCHE BANK. Ma sono rilevanti anche le partecipazioni congiunte con la tedesca Deutsche Bank nelle telecomunicazioni e gli accordi con fondi di investimenti cinesi, oltre che una partnership con la francese Caisse des dépôts international, che dovrebbe fare da modello alle intese con l'italiana Cassa depositi e prestiti.

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