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RICERCA 19 Maggio Mag 2014 1205 19 maggio 2014

Pil ma non solo: gli indicatori della salute di un Paese

I nuovi fattori per misurare il livello di benessere.

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Lo studio dimostra che le variazioni nel gene Abcc9 sono responsabili delle diverse quantità di sonno necessario.

Vivere in città ma sentire comunque gli uccellini cantare al mattino; farsi una bella dormita di notte; potere entrare in un negozio per comprarsi un lecca-lecca.
Solo solo alcuni dei nuovi indicatori per stabilire il livello di benessere di una nazione che, hanno suggerito alcuni esperti delle Nazioni Unite, non è più soltanto questione di Pil (Prodotto interno lordo).
Il tema ha tenuto banco il 19 maggio a Kuala Lumpur, in Malesia, dove si è discusso di affiancare agli indicatori del progresso economico di un Paese (come il Pil, appunto) altri fattori non convenzionali che misurino le conseguenze positive e negative di questo sviluppo.
METODI NON ORTODOSSI. I ricercatori infatti sono sempre più convinti che sarebbero proprio i metodi non ortodossi a fornire una fotografia più precisa e dettagliata del benessere umano di una nazione.
«Le ultime ricerche hanno dimostrato che la gente spesso valuta di più i beni non materiali piuttosto che un altro benessere economico», ha spiegato il professor Anantha Duraiappah al quotidiano inglese Independent.
IL LATO OSCURO DELLO SVILUPPO. Tant’è che sono proprio questi fattori a poter causare tensioni sociali: e dopo tutto non si è mai sentito di una protesta in piazza a causa dell’ultima flessione in negativo del Pil, quanto piuttosto per alcuni degli altri indicatori ritenuti fondamentali dagli esperti. Il livello di istruzione femminile, per esempio.
Un alto Prodotto interno lordo, d’altra parte, non è neppure detto che rappresenti il livello di benessere dei cittadini: dalla conferenza in Malesia le Nazioni Unite hanno sottolineato che più un Paese si sviluppa, più la qualità della vita ne subisce in un certo senso.
LA GENTILEZZA NON SI PAGA. Tra i nuovi fattori da considerare come fondamentali per misurare il livello di benessere della popolazione, oltre al sentire gli uccellini cantare in città (indicatore di biodiversità), si trova anche la disponibilità di occhiali da vista (700 milioni di persone al mondo ne hanno bisogno ma non se li possono permettere, costando così all’economia globale circa 147 miliardi di sterline all’anno) e la quantità di gentilezze a titolo gratuito dispensate tra i cittadini.
Ma anche il peso dei neonati alla nascita (simbolo dell’intera qualità di vita dei nuovi nati) e il numero di persone che possiedono una lavatrice, perché per farne funzionare una servono acqua condotta ed elettricità, entrambi indicatori fondamentali del benessere di una popolazione.
«SERVE CAMBIARE PROSPETTIVA». Accanto a questi fattori meno convenzionali, quelli come il Prodotto interno lordo, il valore monetario dei beni e i servizi prodotti da una nazione, restano comunque pietre miliari dell’analisi economica: «Il Pil e altri indicatori tradizionali continueranno ad aiutarci a capire la performance economica di un Paese», ha commentato Zakri Abdul Hamid, esperto del consiglio generale delle Nazioni Unite. «Cambiando però la nostra prospettiva sul progresso mondiale, riusciremo ad allargarla e soprattutto a bilanciarla con altri indicatori sociali e ambientali».

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