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CRISI 30 Giugno Giu 2014 1700 30 giugno 2014

Istat: «Rischio Pil negativo nel secondo trimestre 2014»

L'Istat taglia le stime per aprile-giugno: dato tra -0,1% e +0,3%.

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L'Istat ha rivisto in lieve ribasso le stime sul Prodotto interno lordo (Pil) nel secondo trimestre 2014. «La variazione congiunturale del Pil è prevista ricadere in un intervallo compreso tra -0,1% e +0,3%», ha rivelato la nota mensile. Le stime precedenti avevano tratteggiato un possibile +0,4%. «Il recupero dei ritmi di attività economica dovrebbe risultare più graduale di quanto atteso all'inizio dell'anno», ha spiegato l'Istat.
LONTANO L'OBIETTIVO FISSATO NEL DEF. Il rischio, ha sottolineato l'Istituto di statistica, è doppio: non solo la forbice «alta» della forchetta è scesa di un decimo percentuale rispetto alle precedenti previsioni (+0,4%), ma si affaccia il rischio che anche nel secondo quarto dell'anno la ripresa stenti ad arrivare e anzi il Pil resti in territorio negativo. Rendendo ancora più difficile l'obiettivo fissato dal governo nel Def: +0,8%.
«RITMI ANALOGHI PER LA SECONDA METÀ 2014». «Il Pil è previsto evolvere intorno a ritmi sostanzialmente analoghi anche nella seconda metà dell'anno in corso», ha spiegato l'Istituto, sempre nella nota mensile sull'andamento dell'economia italiana. Quindi, ha aggiunto, tenendo anche conto del dato ormai consolidato, relativo al primo trimestre (-0,1%) «la variazione del prodotto lordo nella media del 2014 risulterebbe debolmente positiva».
«SPESA IN BENI CAPITALI POTREBBE ESSERE FAVORITA». «L'evoluzione dell'economia nel corso del 2014 risulterebbe condizionata dagli alti livelli di incertezza e dalle condizioni ancora difficili sul mercato del credito, giudicato solo in lieve miglioramento», ha proseguito l'Istat nella sua analisi sull'andamento dell'economia italiana. «Tuttavia la spesa in beni capitali, il principale driver per la ripresa, potrebbe essere favorita sia dalle più favorevoli condizioni di liquidità delle imprese, sia dalle operazioni di rifinanziamento a tasso agevolato annunciate dal consiglio direttivo della Bce di inizio giugno».
LUCI E OMBRE NELLE COMPONENTI DELLA DOMANDA. Insomma luci e ombre, che si ritrovano anche nelle componenti della domanda. Infatti, da una parte, ha spiegato l'Istituto, «la fiducia delle famiglie, stazionaria in giugno, è compatibile con un moderato aumento dei consumi privati», dall'altra «la minor vivacità della domanda estera e possibili squilibri di competitività condizioneranno le esportazioni».
«PRODUZIONE INDUSTRIALE STAZIONARIA». Un altro elemento che non giova a un rimbalzo del Pil nel secondo trimestre è la stima sulla produzione. Secondo la previsione per aprile-giugno, infatti, «l'attività produttiva dell'industria (al netto delle costruzioni) potrebbe risultare stazionaria».

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