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SACRI PALAZZI 1 Luglio Lug 2014 2036 01 luglio 2014

Ior, Ernst Von Freyberg: voci di dimissioni

Nel mirino del C8 il presidente del consiglio di sovrintendenza.

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Ernst Von Freyberg, presidente del Consiglio di sovrintendenza dello Ior.

Non c'è pace per lo Ior. La banca vaticana, al centro di un delicato processo di riforma dopo gli anni segnati dagli scandali e dopo che papa Bergoglio, ridefinendone la missione, ha sgombrato il campo dalle ipotesi che ne volevano persino la chiusura, presto potrebbe vedere le dimissioni del presidente del consiglio di sovrintendenza, il tedesco Ernst von Freyberg.
IL TAVOLO DEL C8. Le voci e le indiscrezioni a tale proposito, rimbalzate il primo luglio sui media internazionali, non trovano ancora vere conferme, ma le decisioni sul nuovo assetto che dovrà prendere l'Istituto per le Opere di Religione, su cui discutono in questi giorni il papa e gli otto porporati del Consiglio dei cardinali, il cosiddetto C8, potrebbero avere come conseguenza anche l'addio del presidente nominato meno di un anno e mezzo fa, negli ultimi giorni del pontificato di Benedetto XVI.
L'OMBRA DI BERTONE. Proprio il fatto di essere l'ultima eredità del vecchio pontificato, con la longa manus del cardinale Tarcisio Bertone sulla sua nomina, non gioca a favore di Von Freyberg nei venti di cambiamento che attraversano il papato di Bergoglio.
Ma a questo si aggiungerebbero anche giudizi non positivi sulla gestione, come testimonia una lettera di contestazioni - rivelata recentemente dal settimanale L'Espresso - inviatagli a inizio giugno dal prelato della Ior, monsignor Battista Ricca, in cui si spiega che Von Freyberg non avrebbe dato a Francesco tutti i dettagli del prestito obbligazionario da 15 milioni di euro che nel 2011 l'Istituto concesse alla Lux Vide di Ettore Bernabei (un «buco» che si rifletterà sul prossimo bilancio), mentre anche i risultati dell'asset management non sarebbero quelli sperati.
L'ATTESA PER L'ANNUAL REPORT. Il nuovo Annual Report, in uscita a luglio, rischia di mostrare esiti ben diversi dagli 86 milioni di euro di utile registrati lo scorso anno. Pesano, poi, operazioni sul fronte estero risultate poco provvidenziali. L'operazione-trasparenza condotta con forza da Von Freyberg in collaborazione con i consulenti del gruppo Promontory, con la chiusura di oltre 1.000 conti «laici» (1.600 ha detto il papa durante il volo di ritorno dalla Terra Santa), cioè di soggetti che non ne avevano diritto, non basterebbe più, insomma, a mantenere ancora a lungo il presidente tedesco al suo posto. Von Freyberg, dopo una lettera come quella di Ricca (uomo di fiducia di Bergoglio) potrebbe così trarre le conclusioni dando l'addio e tornandosene in Germania.
Dallo Ior, per ora, viene un sostanziale «no comment» alle voci sulle dimissioni. «Stiamo lavorando alla pubblicazione del rapporto annuale, nel quale si chiarirà quanto fatto nell'ultimo anno», osserva un portavoce della banca.
RIFORMA DELLA GOVERNANCE. Il futuro dell'incarico a Von Freyberg, inoltre, «rientra in un discorso più ampio, che riguarda la riforma della governance e la ridefinizione delle funzioni dell'Istituto». Il nuovo rapporto annuale dovrebbe essere pubblicato in tempi «relativamente brevi», con tutta probabilità «entro luglio», viene riferito. Al suo completamento mancano solo un paio di verifiche di ordine finanziario.
A livello ufficioso, la difesa delle persone vicine a Von Freyberg è stata sempre che le questioni che ora vengono contestate risalgono al periodo precedente al suo arrivo, il 15 febbraio dello scorso anno. Il manager tedesco, in altre parole, si sarebbe trovato a dover gestire problemi che aveva solo ereditato.
LA RIUNIONE DEL CONSIGLIO PER L'ECONOMIA. In ogni caso, lo Ior sarà al centro di decisioni ai massimi livelli anche questa settimana, essendo nell'agenda dei lavori del C8, ed essendo in programma sabato la nuova riunione del Consiglio per l'Economia, a cui dovrebbe essere sottoposto anche il bilancio dell'Istituto. In programma c'è anche una seduta della Commissione cardinalizia di vigilanza dello Ior, presieduta dal cardinale Santos Abril y Castellò.
«Tutto dipende dall'esito di queste riunioni», fanno sapere fonti vaticane. e in base alle decisioni che verranno assunte in merito, riguardo cioè alla mission e al perimetro d'azione dell'Istituto per le Opere di Religione, c'è anche la possibilità che Von Freyberg si dimetta.
ANGLO-MALTESI CONTRO MITTELEUROPEI. E che l'uscita sia ormai «possibile» lo conferma anche il fatto che cominciano a circolare nomi di suoi possibili successori: tra i candidati, un finanziere della corrente anglo-maltese legata all'economista Joseph F. Zahra, già presidente della Commissione referente sulle strutture economico-amministrative vaticane e ora uno dei membri laici del Consiglio per l'Economia. Ma non si esclude l'arrivo di un outsider - si fa il nome di un esponente della finanza mitteleuropea - meno legato agli schieramenti esistenti

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