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ACCISE 3 Luglio Lug 2014 1350 03 luglio 2014

Fisco, sigarette verso aumento di 20 centesimi

Incremento più soft sulle e-cig.

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L'incremento delle accise sui tabacchi che si aggirerebbe sui 20 centesimi per le fasce alte e 10 per le fasce basse.

Un incremento delle accise sui tabacchi che si aggirerebbe sui 20 centesimi per le fasce alte e 10 per le fasce basse. È quando prevede il decreto legislativo (dlgs) con il riordino della tassazione su tabacchi ed e-cig il cui approdo in Consiglio dei ministri è in calendario per il 10 luglio.
AUMENTO CON SCONTO ANCHE SULLE E-CIG. Una bozza del dlgs, che attua la delega fiscale, è stata presentata il 3 luglio dal sottosegretario all'Economia Giovanni Legnini al comitato parlamentare sulla delega fiscale. Sulle sigarette elettroniche si profilerebbe una tassazione corrispondente alle 'bionde', ma con uno sconto del 40% all'imposta così determinata. Dovrebbe sparire, invece, la tassazione sui fiammiferi.
All'incremento di 20 cent per le fasce medio basse e di 10 cent per le fasce alte si arriverebbe con un aumento dell'accisa specifica dal 7,5% al 10%, con un piccolo aumento dell'imposta minima e un incremento della quota variabile dal 58,5 al 58,6. Il meccanismo punta a evitare di sfavorire o avvantaggiare i tre player presenti sul mercato che si rivolgono a fasce di consumatori diverse.
PLAUSO DEL CODACONS. L'obiettivo, ha spiegato Legnini, «è quello di una più equa e trasparente redistribuzione del carico fiscale sia sui prodotti da fumo sia su quelli senza combustione». Una possibilità, quella del riordino, che ha trovato il plauso del Codacons (sono beni non primari e dannosi per la salute), che è torrnato a chiedere però che si abbassino le accise sulla benzina che hanno invece «ripercussioni pesanti sui bilanci familiari» come ha sottolineato il presidente Carlo Rienzi. Il rialzo delle accise, tra l'altro, è una scelta che potrebbe non pagare dal punto di vista delle entrate, che hanno visto per la prima volta nel 2013 un calo del 5% (circa 600 milioni di euro) per effetto anche dell'aumento dell'Iva (che i tabacchi pagano anche sulle accise) e della diffusione delle e-cig che ha portato a una 'guerra dei prezzi' al ribasso in tabaccheria. Molti consumatori si sono così spostati sui prodotti meno cari (il segmento di prezzo più basso è passato da una quota di mercato dello 0,8% al 2,5% e ai ritmi di crescita del 2013 potrebbe arrivare quest'anno fino a una quota a due cifre). Un problema per l'erario, perché la struttura della tassazione in Italia infatti è largamente proporzionale al costo del pacchetto di sigarette. Se l'Iva è fissa al 22%, l'accisa ha una natura mista: una componente specifica, o fissa, indipendente dal prezzo, pari al 7,5% del totale del carico fiscale (aliquota base + Iva, quella che potrebbe essere aumentata al 10%) e una componente ad valorem, proporzionale appunto al prezzo di vendita e pari ad oltre il 92% del totale.

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