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FINANZA 3 Luglio Lug 2014 2050 03 luglio 2014

Mediobanca: inevitabile manovra da 10 miliardi

Causata dalla bassa crescita, Pil sotto lo 0,8% previsto dal governo.

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Fulvio Coltorti, direttore emerito dell'aria studi di Mediobanca.

La visione degli analisti di Mediobanca Securities sull'Italia si fa più ottimista, anche se nel breve periodo ci saranno nuovi dolori: una manovra da almeno 10 miliardi dopo l'estate sembra inevitabile, scrivono in uno studio diffuso il 3 luglio, visto il pil che cresce sotto lo 0,8% previsto dal governo. Nuove tasse e tagli alla spesa, poi, che comporteranno ulteriori freni alla crescita.
RISORSE AGGIUNTIVE NECESSARIE. Lo studio si concentra in realtà sui possibili benefici nel Paese, che avranno effetto nel 2015 e nel 2016. Gli analisti di Mediobanca Securities hanno scritto: «Le cose potrebbero dover peggiorare prima di poter migliorare, visto che potrebbero essere necessarie risorse aggiuntive per 10 miliardi di euro quest'anno a causa della crescita più bassa».
INVESTIMENTI PUBBLICI PER CRESCERE. Lo studio tra le altre cose accoglie «con favore l'apertura di Matteo Renzi a un maggior supporto keynesiano alla crescita con investimenti pubblici, perché pensiamo che per l'Italia sia l'unico modo di cominciare rapidamente a crescere».
L'EUROPA VUOLE LE RIFORME. Ma non dovrebbe essere facile far cambiare idea all'Europa: Renzi vuole un allentamento dell'austerity per aver tempo e risorse per implementare le riforme nel Paese. «Ma l'Europa vuole prima le riforme»: e così una manovra da almeno 10 miliardi «sembra inevitabile».
Si tratta di un calcolo che appare ragionevole se non si vuole sforare il tetto del 3% tra il deficit e il Pil.
RENZI ACCELERI SULLE MANOVRE. Quanto alle novità positive, dopo l'affermazione storica alle elezioni europee Renzi può accelerare sulle riforme, segnala Mediobanca: «ora o mai più», sintetizza la banca. Anche le mosse della Bce verranno in aiuto: in particolare il nuovo programma di finanziamenti mirati alle banche e la sospensione della sterilizzazione del programma di acquisto di bond governativi «potrebbero aggiungere un 5% circa all'utile per azione delle banche italiane nel 2016», Ubi in testa.
IL GOVERNO PARLI FORTE ALL'EUROPA. La 'Renzinomics' e il mix di riforme che la compone vale 21 miliardi nel 2015, ma per il 30-50% dovranno prima venir accolte dalla Ue: «Renzi deve parlare più forte in Europa» per trovare un compromesso e avere un allentamento o un rinvio del Fiscal Compact, segnala così il report.
Senza Patto di Stabilità o mantenendo il rapporto debito/pil al 135% si libererebbero risorse per 26 miliardi nel primo anno e 77 miliardi nel quarto. Nel paese, infine, è molto migliorata la fiducia delle imprese. Prendendo 50 tra le principali società quotate, l'80% crede che le riforme di Renzi potranno accelerare la crescita, ridurre le tasse e risolvere la questione degli arretrati della Pa.

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