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GIUSTIZIA 3 Luglio Lug 2014 1303 03 luglio 2014

Processo Finmeccanica, il pm: «Sei anni a Orsi»

L'accusa. «Tangenti al governo indiano per una commessa».

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L'ex amministratore delegato di Finmeccanica, Giuseppe Orsi, in Aula.

Sei anni di reclusione per Giuseppe Orsi. Cinque per Bruno Spagnolini. Al termine di una requisitoria durata più di otto ore, il pubblico ministero di Busto Arsizio, Eugenio Fusco, titolare dell'inchiesta sulle presunte tangenti che sarebbero state pagate da AgustaWestland, controllata di Finmeccanica, a funzionari del governo indiano, tra cui l'ex capo di Stato maggiore dell'Aeronautica Shashi Tyagi, in cambio di una commessa da 560 milioni di euro, ha chiesto che l'ex amministratore delegato della holding e l'ex capoazienda vengano condannati per corruzione internazionale e false fatturazioni.
I due manager, per cui è stata chiesta anche l'interdizione per tre anni dai pubblici uffici e la confisca di beni per 7,5 milioni complessivi, sono accusati di aver fatto parte di un sodalizio criminale che, con la mediazione di Guido Ralph Haschke e Christian Mitchell, consulenti di Agusta, avrebbe corrotto alti esponenti dell'establishment militare indiano per assicurare all'azienda varesina la vendita di 12 elicotteri AW101 al governo di Nuova Delhi.
«FONDI NERI PER 50 MILIONI». Fusco ha ricostruito in Aula le tappe salienti della presunta azione corruttiva. I fondi neri per le tangenti, circa 50 milioni di euro, ha spiegato il pm, sono stati accumulati sovrafatturando i servizi di ingegneria forniti ad AgustaWestland dalle società riconducibili ad Haschke e al suo socio, Carlo Gerosa: Ids Tunisia, Ids India e Aeromatrix. Il denaro sarebbe poi arrivato ai funzionari indiani attraverso un complicato sistema di triangolazioni societarie tra la Tunisia, l'India e le Mauritius.
Per l'accusa, Orsi e Spagnolini sono riusciti a portare a termine il progetto criminale contando sulla compiacenza e il silenzio degli organismi di controllo e vigilanza della holding, «totalmente asserviti» al volere del management.
LE RIVELAZIONI DI BORGOGNI. L'inchiesta era nata dalle rivelazioni dell'ex responsabile delle relazioni esterne del gruppo, Lorenzo Borgogni, che nel 2011 aveva parlato dell'affare indiano ai pm napoletani - il fascicolo è stato poi trasferito a Busto per competenza territoriale - dicendo anche che la commessa era servita a Orsi per accumulare fondi con cui finanziare i partiti politici, in particolare la Lega Nord, che aveva sostenuto la sua nomina al vertice del gruppo.
Circostanza che il manager piacentino ha sempre negato, come tutte le altre che gli vengono contestate. A settembre tocca alla difesa di Orsi e Spagnolini sostenere in Aula le ragioni degli imputati. La sentenza è prevista per la fine del mese.. Intanto il consulente Guido Haschke, considerato dai pm il mediatore delle tangenti, ha patteggiato una condanna a un anno e 10 mesi per corruzione internazionale.
IL LEGALE: INCONSUETA DUREZZA. «È una requisitoria di inconsueta durezza, negando persino le attenuanti generiche per Orsi, che stride al confronto con i risultati del dibattimento», ha commentato l'avvocato Ennio Amodio, «Haschke ha escluso di aver interferito nella gara e di aver fatto pagamenti a militari indiani».
Quindi il legale ha spiegato che «è stato dimostrato che il capo di Stato maggiore non ha avuto alcuna parte nella procedura che ha portato all'abbassamento della quota operativa di volo».
«Inoltre il pubblico ministero ha riconosciuto pubblicamente che non vi è alcun elemento di prova idoneo a sostenere l'ipotesi di un finanziamento ai partiti politici. Il magistrato si è mosso sulla base di una poltiglia congetturale assolutamente incapace di fondare un giudizio di responsabilità», è la tesi di Amodio.

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