Economia 4 Luglio Lug 2014 1151 04 luglio 2014

Independence day, quanto costa

Più di 918 mln per bandiere e fuochi d'artificio. 66,82 dollari a testa per la grigliata. I conti in tasca alla festa made in Usa.

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Era il 4 luglio 1776, il giorno in cui l’America dichiarò l’indipendenza dalla Gran Bretagna. Le 13 colonie, nel corso dei decenni diventate 50 stati, si unirono per formare gli Stati Uniti. Dal 1777 in poi il Paese si è sempre fermato per ricordare quel giorno, l’Independence Day (si chiama così dal 1791), con celebrazioni sempre più complesse e fastose. Oggi il Giorno dell’Indipendenza, festa nazionale, è l’occasione per una gita fuori porta, per un barbecue con gli amici e per gli immancabili fuochi d’artificio. Al di là delle tradizioni, è un appuntamento con un giro d’affari miliardario (ormai spesi anche se l’uragano Arthur, in arrivo, dovesse finire per rovinare la giornata). Secondo le stime gli americani hanno speso in totale 6,2 miliardi di dollari per il ponte del 4 luglio, quando tutte le attività federali sono sospese e Wall Street si prende una pausa. Ecco cosa hanno comprato. 1. BENZINA MAI COSÌ CARA DAL 2008: 1,4 MILIARDI AL GIORNO Secondo la American Automobile Association, durante il weekend del 4 luglio il carburante è destinato a salire a livelli che non si vedevano dal 2008, con una media di 3,67 dollari a gallone (97 centesimi al litro) a livello nazionale. Considerando che saranno circa 41 milioni gli americani a mettersi in strada per più di 80 chilometri (l’1,9% in più rispetto all’anno scorso), è facile prevedere che le spese per la benzina saliranno a circa 1,4 miliardi di dollari al giorno durante il ponte, 50 milioni in più rispetto all’anno scorso, ma comunque circa 200 milioni in meno rispetto al 2008, quando i prezzi erano saliti a 4 dollari al gallone (1,058 dollari al litro). Parlare di un impatto negativo dei rialzi sulla congiuntura è prematuro: per gli analisti di S&P Capital IQ Equity Research si dovrebbe assistere a un rialzo del 20% almeno prima di avere un effetto sull’economia. 2. IN CALO TARIFFE AEREE, MA SALGONO QUELLE DEGLI HOTEL Non tutti si sposteranno in auto. Il numero di americani che hanno scelto l’aereo è cresciuto dell’1% a 3,1 milioni di persone: a convincerli è stato il fatto che le tariffe erano in media del 5% più basse a una media di 215 dollari per l’andata e ritorno sulle 40 principali tratte nazionali, mentre per affittare un’auto si spendeva più o meno la stessa cifra del 2013, in media 58 dollari al giorno. Più alto invece il costo medio delle stanze d’albergo, cresciuto del 15% per gli hotel a due stelle a una media di 137 dollari a notte e del 9% per quelli a tre stelle a una media di 178 dollari a notte. 3. PER BANDIERE E FUOCHI D’ARTIFICIO SPESI 918 MILIONI Stando alle ultime statistiche gli americani hanno speso circa 600 milioni di dollari in fuochi d’artificio, mentre altri 318 milioni saranno spesi dalle varie amministrazioni locali per i festeggiamenti. Va comunque detto che i grandi classici del 4 luglio hanno molto poco di americano: secondo il Census Bureau nel 2013 sono stati importati dalla Cina fuochi d’artificio per un valore di 203,6 milioni di dollari, il 95% del totale importato negli Stati Uniti, e bandiere a stelle e strisce per un valore di 3,9 milioni di dollari, il 97% del totale. 4. PER IL TRADIZIONALE BARBECUE 66,82 DOLLARI A TESTA Per la tradizionale grigliata gli americani spenderanno quest’anno cifre record, si parla di un totale di circa 2,5 miliardi, tanto più che secondo le stime circa 74 milioni di americani hanno organizzato un barbecue. Stando ai dati di Rabobank, che si basa sui numeri forniti dall’ufficio di statistica del dipartimento al Lavoro americano, le famiglie spenderanno in media 66,82 dollari a testa, più dei 55,62 dollari spesi durante la crisi e i 51,90 dollari del 2004. In particolare il costo della carne di manzo è salito del 71% negli ultimi cinque anni (+14% solo l’anno scorso), mentre quelli di formaggio e gelati sono aumentati del 15%. Si calcola che saranno consumati circa 150 milioni di hotdog, 68,3 milioni di casse di birra e che sono stati spesi in totale 111 milioni di dollari per la carbonella per le griglie e 203 milioni per i condimenti come ketchup e senape. È inoltre probabile che hot dog e salsicce che gli americani consumeranno nel corso del fine settimana arrivino dall’Iowa: lo stato alleva 19,8 milioni di maiali (in totale negli Stati Uniti sono 62,9 milioni). Bistecche e hamburger probabilmente verranno dal Texas, dove nel 2013 sono state prodotte 2,76 miliardi di chili di carne.

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