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ECONOMIA 4 Luglio Lug 2014 1927 04 luglio 2014

Privatizzazioni, da Poste-Enav a Eni-Enel le ipotesi in campo

Ma il ministro dell'Economia Padoan non si sbilancia.

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Il premier Matteo Renzi e il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.

Non solo Poste ed Enav, che già hanno avviato le procedure per lo sbarco in Borsa, anche se i tempi sembrano dilatarsi rispetto alle previsioni iniziali che le vorrebbero sul mercato entro il 2014.
Per centrare il target dello 0,7% di Pil da ricavare dalla vendita dei 'gioielli di famiglia' a partire dal 2014, il menù delle privatizzazioni potrebbe infatti arricchirsi non solo di Sace, già nella lista ma con tempi non definiti, ma anche di due dei pezzi più pregiati delle partecipate pubbliche, Eni ed Enel.
Si tratta solo di ipotesi al momento, «non ho letto i giornali», ha liquidato la questione il ministro dell'Economia Padoan, che però in altre occasioni, senza confermare né smentire, aveva spiegato che si guarda comunque in tutte le direzioni.
Ecco in sintesi lo stato di avanzamento del piano del governo, che dovrebbe portare in cassa 10-11 miliardi l'anno.
POSTE. La quotazione è prevista per il 2014 ma l'ad Francesco Caio ha già fatto sapere di aver trovato l'azienda un po' più debole del previsto, in particolare sul fronte della logistica, quello più promettente. Intanto, comunque, sono già stati individuati gli advisor ed è stato creato un team per il coordinamento delle molte attività da completare prima della quotazione. Sul piatto ci sono ancora le questioni da risolvere con Cdp, sul fronte della convenzione, ma anche con Ragioneria generale dello Stato e Angcom per il servizio universale (il termine del relativo procedimento è fissato per il 31 luglio).
ENAV. Sulla privatizzazione si procede ma «per la Borsa sembra un po' difficile la quotazione a novembre», ha affermato l'ad Massimo Garbini. Il Tesoro ha già nominato il suo advisor e la società sta selezionando il suo.
L'Ente nazionale di assistenza al volo è ancora in attesa del rinnovo dei vertici, dopo due anni di commissariamento per lo scandalo appalti. L'assemblea, già rinviata due volte, è aggiornata all'8 luglio.
SACE. Il gruppo assicurativo-finanziario era l'ultimo della lista delle società da mettere sul mercato e ancora non è partita la procedura. Ma in una recente audizione alla Camera l'ad Alessandro Castellano ha spiegato che, sciolto con il dl Imprese il nodo della garanzia statale, che aveva rallentato il lavoro, entro l'estate, e dopo la presentazione del piano industriale, si potrebbe essere in grado di individuare tempi e percorso per la quotazione.
ENI-ENEL. Più complessa la partita per le due società. Il Tesoro controlla Enel con il 31,24% e attraverso Cdp controlla circa il 30% anche di Eni (del Tesoro il 3,93%, di Cdp il 26,37%).
Visto il loro ruolo strategico cedere delle quote (anche solo il 5%) è una scelta delicata, che potrebbe però essere facilitata da una novità in materia di diritto societario contenuta nel decreto Imprese che introduce anche nel nostro ordinamento le azioni a voto multiplo (che consentirebbero di scendere nella quota di partecipazione senza di fatto perdere il controllo delle due società).

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