Padoan Economia Ministero 140603121706
ECONOMIA 4 Luglio Lug 2014 1907 04 luglio 2014

Privatizzazioni, slittano le procedure per Poste ed Enav

Ma Padoan: «Non vanno a rilento».

  • ...

Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan.

Nessun rallentamento. L'obiettivo privatizzazioni resta fissato allo 0,7% del Pil ogni anno a partire dal 2014. Ad assicurare che la vendita del patrimonio pubblico non sta andando a rilento è il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, in giorni in cui molti occhi sono puntati sui conti dell'Italia dopo la scontro (rientrato) con la Germania su rigore e flessibilità. Certo sul fronte dei conti pubblici arriva qualche segnale positivo, con l'Istat che certifica un miglioramento del deficit nel primo trimestre (al 6,6% rispetto al 7,3% del 2013) e un calo della pressione fiscale, che si attesta tra gennaio e marzo al 38,5% (contro il 38,8 dello scorso anno). Il dato sul deficit, chiarisce l'istituto di statistica, non tiene conto delle operazioni di swap e proprio a causa del diverso trattamento delle operazioni sui derivati l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche di oggi «differisce da quello calcolato ai fini della notifica dei parametri di Maastricht».
CALO DELLA PRESSIONE FISCALE. Quanto alla pressione fiscale, l'Istat ricorda che si intende il rapporto tra la somma di imposte dirette, indirette, in conto capitale, contributi sociali e Prodotto interno lordo (Pil). Di solito nei primi tre mesi dell'anno la pressione fiscale risulta meno accentuata rispetto ai trimestri successivi. L'andamento, infatti, nella maggior parte dei casi è crescente durante i 12 mesi dell'anno, per toccare i massimi nel quarto trimestre, quando si concentrano le scadenze dei diversi pagamenti.
BISOGNA ABBATTERE L'ALTO DEBITO PUBBLICO. Ma attorno al piano di privatizzazioni, necessario per iniziare ad abbattere il debito pubblico più alto d'Europa, comincia invece a profilarsi qualche nuvola, tanto che starebbe prendendo piede l'ipotesi di avviare già quest'anno la cessione di quote di alcune 'big', come Eni ed Enel che finora non sono entrate ufficialmente nel menù (oltre alla privatizzazione di Sace che potrebbe essere accelerata).
POSTE ED ENAV PRENDONO TEMPO. Nonostante la smentita del ministro, infatti, sono state le stesse Poste ed Enav, in rampa di lancio per essere offerte sul mercato, a prendere tempo. Giusto pochi giorni fa l'ad di Poste, Francesco Caio, aveva spiegato che «il processo di privatizzazione richiede un lavoro preparatorio molto lungo», anche perché, ha trovato «un'azienda un po' più debole di quello che io mi aspettavo sul versante della logistica, segmento in forte crescita», sul quale c'è quindi ancora «tanto da fare». Insomma serve tempo per renderla attrattiva per gli investitori, considerando che con la cessione del 40% si punta ad ottenere 4-5 miliardi. Quasi la metà di quei 10-11 che servono per garantire il target dello 0,7% del Pil appunto. Peraltro anche Enav ha già annunciato che, sebbene non ci siano ripensamenti sulla privatizzazione, allo stato attuale per la Borsa sembra un po' difficile la quotazione a novembre come ha spiegato l'ad Massimo Garbini.
DEMANIO, STRADA IN SALITA. Anche la strada degli immobili sembra trovare qualche intralcio, viste le prime aste online dell'Agenzia del Demanio per la vendita di 5 beni immobiliari di pregio, che sono andate semideserte. Il governo starebbe comunque pensando di accelerare il programma sul fronte della dismissione delle caserme in disuso, avviato da tempo, con una norma per sveltire la valutazione sugli eventuali vincoli per la tutela del patrimonio culturale che potrebbe essere votata a breve dal parlamento.

Correlati

Potresti esserti perso