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DIRITTO D'AUTORE 5 Luglio Lug 2014 1745 05 luglio 2014

Equo compenso, i rincari del decreto Franceschini

Per un hard disk fino a 20 euro in più.

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Una chiavetta Usb.

Il ministro Dario Franceschini lo ha firmato il 20 giugno, ma da allora non è stato ancora pubblicato in Gazzetta ufficiale. Il decreto legge che porta il suo nome, destinato ad aggiornare per i prossimi tre anni le tariffe per l'equo compenso della copia privata, porta però con sé aumenti dei costi di personal computer, tablet, smartphone, televisori, hard disk e penne Usb, finora non ancora quantificati.
9 EURO IN PIÙ PER UNA CHIAVETTA. Secondo le indiscrezioni pubblicate dal Fattoquotidiano.it e dal blogger Gianfrano Giardina, il decreto che aggiorna gli indennizzi dovuti per l'utilizzo e la copia privata delle opere protette da diritto d'autore è destinato a far lievitare di 5,20 euro il costo di un pc, indipendentemente dalle sue caratteristiche. Di 5,20 euro quello di uno smartphone o di un tablet con capacità di memoria superiore a 32 giga. Per i televisori dotati di capacità di registrazione, l'aumento previsto è di 4 euro. Mentre per un hard disk e una penna Usb il massimo aggiuntivo applicabile ammonta rispettivamente a 20 e a 9 euro.
CRESCE IL GETTITO SIAE. Il decreto, secondo le associazioni di imprese digitali, è destinato a provocare un aumento di 2,5 volte del gettito del 2013, gestito dalla Siae, la Società italiana autori editori. Il presidente di Confindustria digitale, Elio Catania, ha così stimato per le casse della Siae «un gettito totale di 157 milioni di euro» nel 2014.
Il gettito pro capite medio in Italia per l'equo compenso, misurato da uno studio Thuiskopie, prima dei nuovi ritocchi era pari a 1,38 euro. In valore assoluto si tratta di circa 85 milioni di euro, in linea con i Paesi dell'area Ue, compresi nella forbice tra Francia (2,96 euro a testa) e Germania (0,37 euro). A imporre l'aggiornamento è proprio una Direttiva europea, la 29/2001, che ha stabilito debba avvenire ogni tre anni. L'Italia però è in ritardo: l'ultima revisione, ancora in vigore in attesa della pubblicazione del decreto Franceschini, risale infatti al 2009.

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