Bollette Rincari Cgia 140705152044
STUDIO 5 Luglio Lug 2014 2332 05 luglio 2014

Servizi pubblici, Cgia: 10 anni di rincari record

Acqua +85%, rifiuti +81,8%, gas +53,5%. Allarme privatizzazioni.

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Aumenti record per le tariffe dei servizi pubblici italiani negli ultimi 10 anni.

Cara Italia, ma quanto ci costi? Negli ultimi 10 anni sempre di più. La tendenza al rialzo è stata descritta dalla Cgia di Mestre, che ha analizzato tutti gli aumenti nelle tariffe dei servizi pubblici del nostro Paese a partire dal 2004. I risultati sono netti e inequivocabili: rincari salati in ogni ambito. Dall'acqua, più cara dell'85,2%, ai rifiuti, i cui costi di smaltimento sono aumentati dell'81,8%. Ma anche i pedaggi autostradali e i trasporti urbani sono diventati più onerosi, rispettivamente del 50,1% e del 49,6%. In calo ci sono solo i servizi telefonici, scesi del 15,9%.
EMERGENZA RIFIUTI: «RINCARI INGIUSTIFICATI». E se è vero che, come segnalato dal segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi, nonostante i forti aumenti, la tariffa italiana dell'acqua è rimasta la più bassa d’Europa, e la stessa cosa vale per i biglietti ferroviari (anch’essi tra i meno cari), una forte preoccupazione è destata dal boom dello smaltimento dei rifiuti. Perché negli ultimi sei anni di crisi economica la produzione di rifiuti è diminuita, ed è aumentata la raccolta differenziata: quindi, secondo Bortolussi, «le famiglie e le imprese hanno subito dei rincari ingiustificati».
SU GAS E LUCE IL PESO DI MATERIE PRIME E INCENTIVI. La bolletta del gas in 10 anni è aumentata del 53,5%. Una performance sui cui, secondo Bortolussi, hanno pesato soprattutto il costo della materia prima e le oscillazioni del tasso di cambio. Mentre per quanto riguarda l'energia elettrica, il costo della bolletta ha risentito soprattutto dell'andamento delle quotazioni petrolifere e dell'aumento degli oneri di sistema, come la copertura degli incentivi statali per le rinnovabili.
LIBERALIZZAZIONI «POCO VANTAGGIOSE». Le assicurazioni sui mezzi di trasporto sono salite del 197,1%, i trasporti ferroviari del 57,4%, mentre i servizi postali hanno subito un incremento del 37,8%. «Noi non siamo a favore di un'economia controllata dal pubblico», ha detto Bortolussi, «ma segnaliamo che le liberalizzazioni hanno portato pochi vantaggi ai consumatori. Anche perché in molti settori si è passati da un monopolio pubblico ad un regime oligarchico, che ha tradito i principi legati ai processi di liberalizzazione».
L'APPELLO AL GOVERNO RENZI: VIGILARE SULLE PRIVATIZZAZIONI. Da qui l'appello del presidente della Cgia al governo Renzi: «Invitiamo il governo a monitorare con molta attenzione quei settori che prossimamente saranno interessati da processi di deregolamentazione. Non vorremmo che tra qualche anno molti prezzi e tariffe, che prima dei processi di privatizzazione erano controllati, registrassero aumenti esponenziali con forti ricadute negative per le famiglie e le imprese».

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