Economia 8 Luglio Lug 2014 1144 08 luglio 2014

Inps in rosso di 10 mld, sistema tiene

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Nel rapporto 2013 dell'Inps si evidenzia un rosso di 9,9 miliardi ma il patrimonio netto è di 7,5 miliardi. L'effetto Fornero si è fatto sentire sulle pensioni erogate nel 2013. C'è stato segna un crollo delle pensioni liquidate: per i dipendenti privati un calo del 32% per le pensioni di anzianità/anticipate e del 57% per la vecchiaia sul 2012. Lo rileva l'Inps nel suo rapporto annuale che mette in evidenza anche «un saldo negativo di 9,9 miliardi in larga parte' all'ex Inpdap», secondo quanto riporta una nota dell'ente previdenziale. Il patrimonio netto è invece pari a 7,5 miliardi (dato di preconsuntivo), valore che migliora tenendo conto della legge di stabilità. «La sostenibilità del sistema pensionistico non è in discussione» ha detto il commissario straordinario dell'Inps, Vittorio Conti. «L'impalcatura previdenziale non può cambiare in continuazione e non può cambiare più di tanto, ma sarebbe opportuno inserire elementi di flessibilità per ''rendere più equa la nuova architettura». IL 43% DEGLI ITALIANI HA UN ASSEGNO DI MENO DI MILLE EURO, DONNE PENALIZZATE Secondo quanto si legge nel rapporto annuale Inps, nel 2013 il 43% dei pensionati, ovvero 6,8 milioni di persone, riceve uno o più assegni per un importo totale medio mensile inferiore a 1.000 euro lordi. Tra questi, il 13,4% pari a 2,1 milioni si situa al di sotto di 500 euro.  Le pensioni per le donne risultano ancora quasi di un terzo più leggere: nel 2013 a fronte di un reddito pensionistico medio pari a 1.297 euro lordi al mese, le donne si fermano a 1.081, importo del 30,1% (-466 euro) inferiore rispetto a quello degli uomini (1.547 euro). Guardando al dato complessivo risulta aumentato di 30 euro in un anno (era a 1.267 euro nel 2012). L'Istituto inoltre rileva come il 73% dei pensionati Inps percepisce una sola pensione, mentre il restante 27% cumula due o più. LA SPESA PENSIONISTICA VALE IL 16,3% DEL PIL Secondo il rapporto Inps, la nuova architettura che si è andata delineando, un contributivo a ripartizione aiuta anche a tenere sotto controllo il rapporto tra spesa pensionistica e Pil, indirizzandolo verso i valori medi europei. «Eravamo al 14% circa prima della crisi, siamo al 16,3%, saremmo stati oltre il 18% senza le recenti riforme, grazie alle quali arriveremo al 13,9% nel 2060» ha detto il commissario straordinario dell'Inps, Vittorio Conti, nella relazione annuale al Parlamento, parlando delle simulazioni della Ragioneria generale dello Stato. PRONTA LA BUSTA ARANCIONE Sull'operazione busta arancione, che dovrebbe illustrare a tutti gli italiani la propria situazione pensionistica, l'Inps è pronto. Così Vittorio Conti, commissario straordinario Inps, in occasione della relazione annuale, parlando delle simulazioni sulla pensione attesa. L'istituto è pronto a completare il processo già avviato, sotto la guida dei Ministeri del Lavoro e dell'Economia, per la definizione dei passi necessari al fine di fornire ai cittadini i supporti più adeguati per rendere praticabili decisioni consapevoli.

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