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BASSA MAREA 8 Luglio Lug 2014 1041 08 luglio 2014

Usa, c'era una volta l'American Dream

Per vivere il Sogno Americano servono 130 mila dollari l'anno. Sette famiglie su otto non ci arrivano. E i redditi del Paese sono in calo costante.

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Il presidente americano Barack Obama.

Siamo tutti cresciuti all’ombra dell’American Dream. Quel sogno è stato anche il nostro.
La generazione del baby boom oggi in pensione o quasi lo ha vissuto come la propria stagione fortunata anche in Italia, provincia dell’impero culturale americano e a larga maggioranza ben contenta di esserlo.
Negli Stati Uniti, che dell’American Dream è la patria da sempre, terra promessa per definizione, il concetto esiste da quasi tre secoli.
Dagli Anni 30 ha trovato la sua precisa definizione e il termine esatto American Dream a opera di James Truslow Adams, divulgatore storico di grande successo, wilsoniano convinto (era nello staff americano alla Conferenza di Parigi del 1919) e teorico ante litteram di quel “secolo americano” di cui Wilson fu il primo campione. Franklin D. Roosevelt disse nel 1944 che se avesse potuto mettere un solo libro nelle mani dei russi comunisti sarebbe stato il catalogo della catena Sears Roebuck, il catalogo dell’American Dream.
IL REDDITO CONTINUA A CALARE. Ma quanto costa oggi sentirsi nel Sogno? Per una famiglia di quattro persone si parla di entrate lorde per 130 mila dollari l’anno e su questa base solo 16 milioni di households, famiglie o focolari, sono sotto il fascio di luce della “felicità” su un totale di circa 120 milioni. I calcoli sono stati fatti in questi giorni dal quotidiano Usa Today partendo dall’ultimo dei tanti saggi accademici socio-economici sulla crisi del Sogno Americano, Chasing the American Dream, edito dalla Oxford University Press e scritto da tre professori di tre diverse università.
L’argomento è centrale perché da 30 anni il reddito reale del 90% degli americani tende a diminuire. Barack Obama lanciava nel 2006 la sua carriera con un libro intitolato The Audacity of Hope: Thoughts on Reclaiming the American Dream da allora più una promessa che una realtà perché il peso della crisi finanziaria del 2007-2008 grava ancora sulle prospettive di molte famiglie. Decine di libri, migliaia di articoli dozzine di sondaggi testimoniano che, come in altre stagioni ma questa volta di più, la fede vacilla.
SOLO PER IL MUTUO 17 MILA DOLLARI. Incominciamo dalle voci maggiori. Casa (mutuo e manutenzione) 17 mila all’anno, vitto 12.600, auto 11 mila compreso il finanziamento per l’acquisto, 9 mila di spese mediche nell’ipotesi di una polizza aziendale che richiede un contributo e frequenti e sostanziosi ticket, 2 mila di luce e gas, 4 mila spese scolastiche e 2.600 abbigliamento. Poi gli extra: vacanze estive, ristorante divertimenti, tivù via cavo, cellulari e simili 15 mila più 2 mila di varie. Infine la voce più grossa, tasse federali statali e locali compresa quella sugli immobili, 32 mila, che varia molto secondo lo Stato e la contea. Poi 5 mila di risparmio all’anno per pagare la futura università dei figli, cifra sufficiente per una università statale (non Harvard o Columbia) se si è incominciato a risparmiare da quando sono nati. E 17 mila per la pensione integrativa con uno schema tipo 401k con il massimo dei versamenti fiscalmente agevolati.

Il Sogno Americano? A 130 mila dollari lordi l'anno

Un americano esce da una società assicurativa, durante la campagna di assicurazioni dell'Obamacare.

Tolte le tasse, il Sogno Americano ha quindi bisogno di 98 mila dollari l’anno a famiglia, netti. Circa 72 mila euro. Non è che in Italia si possa dire di cavarsela bene in quattro con molto meno, il 20% in meno sì, ma non il 40%.
Ma 130 mila dollari lordi fanno in euro 95.500 e questi diventano in Italia al netto dell’Irpef, delle addizionali e di un’Imu o Tasi che dir si voglia di 1.200 euro, più la tassa sulla spazzatura per 450 e più almeno 500 euro di vari altri balzelli esistenti si arriva a 38.350 euro pari a 52 mila dollari. Calcolando tutto in dollari, 32 mila dollari per il fisco negli Stati Uniti contro 52 mila nel nostro Paese.
Le spese mediche medie pagate direttamente dal contribuente italiano sono però nettamente inferiori, grazie al servizio sanitario nazionale; è quasi inesistente il risparmio preventivo per l’educazione universitaria dei figli; e la pensione integrativa, ormai necessaria per chi oggi ha 30 o 40 anni, richiede una cifra che è la metà di quella americana perché la pensione Inps per quanto ridotta rispetto al passato supererà comunque la Social Security americana. Quindi alla fine le due realtà non sono molto lontane.
Negli Stati Uniti a quota 130 mila dollari lordi e oltre ci sono 16 milioni di famiglie, una su otto. In Italia il calcolo è un po’ più complicato ma sopra i 95.500 euro ci sono 433 mila dichiarazioni Irpef. Ufficiali.
NEI POSTI PIÙ COSTOSI SERVONO 250 MILA DOLLARI. Il calcolo in soldoni fatto da Usa Today va preso con alcune cautele. È un budget medio indicativo. A Manhattan o in vari quartieri di San Francisco è fuori discussione un appartamento o una casa che costino solo 275 mila dollari, cifra sul cui mutuo è calcolato il budget. Ci vuole almeno il triplo e per qualcosa di assai modesto. Si può quindi dire che l’American Dream richiede almeno 250 mila dollari nei posti più costosi mentre ne bastano 80 mila in quelli più a buon mercato. I 130 mila sono una media indicativa.
Noi non abbiamo un metro tradizionale come l’American Dream su cui misurare la realtà, economica e non, di benessere e aspettative. L’italiano sa benissimo comunque che si sta impoverendo, mediamente.
Negli Stati Uniti la crisi evidente dell’American Dream, dal quale si sentiva beneficiato 20 anni fa più o meno metà del Paese, è ormai il tema politico centrale. Circa un quarto soltanto degli americani nella più ottimistica delle ipotesi può sostenere infatti, oggi, di sentirne i benefici.

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