Economia 9 Luglio Lug 2014 1505 09 luglio 2014

Eni: è paralisi per il gas a Gela

  • ...

Eni ha confermato la revoca di 700 milioni di investimenti che annulla la riqualificazione del petrolchimico di Gela. Cresce la tensione per la vertenza sindacale al petrolchimico di Gela dopo il rifiuto dell'Eni di riavviare almeno una delle tre linee produttive della raffineria e la conferma della revoca dei 700 milioni di investimenti, che, di fatto, annulla il programma di riqualificazione produttiva concordato un anno fa dalle parti. Dalla mattina del 9 luglio gruppi di lavoratori si sono spostati ai cancelli della consociata dell'Eni, Green Stream, con l'obiettivo di bloccare il gas che proviene dalla Libia attraverso il metanodotto sottomarino, fermando l'attività nel terminale di arrivo e di rilancio del metano, destinato alla rete nazionale. Ma già dalla sera dell'8 luglio, dopo la rottura delle trattativa, le maestranze gelesi non lasciano transitare più nessuno, nemmeno i turnisti che avrebbero dovuto dare il cambio ai colleghi che hanno lavorato durante la notte. L'orientamento generale è quello di lasciare il posto di lavoro dopo 16 ore di attività, così come prevedono sia il contratto che le leggi in materia. LA SICUREZZA DELLA FABBRICA È A RISCHIO A rischio la sicurezza in fabbrica, dove, anche se gli impianti produttivi sono fermi, sono attivi quelli che producono utilities indispensabili ai delicatissimi sistemi di controllo di apparecchiature, serbatoi macchine. «Se l'Eni vuole la guerra a Gela l'avrà su tutti i campi, non solo nella raffinazione ma anche nella ricerca dei giacimenti, nell'estrazione del petrolio e nell'approvvigionamento del metano». Lo hanno detto i lavoratori dopo quattro giorni di blocco delle vie di accesso alla raffineria, destinata dai nuovi programmi aziendali a restare ferma. Fra qualche giorno si potrebbero fermare le pompe di estrazione del petrolio dei giacimenti di Gela perché, in conseguenza del blocco del porto e delle spedizioni, i serbatoi di raccolta dei "centri oli" sono ormai quasi pieni. Nel pomeriggio del 9 luglio, i sindacati provinciali Cgil, Cisl e Uil decideranno la data dello sciopero generale con cui chiameranno la popolazione a una manifestazione territoriale a sostegno della vertenza Gela.

Correlati

Potresti esserti perso