Economia 9 Luglio Lug 2014 1235 09 luglio 2014

La casa? Non si è ancora ripresa

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Nel primo trimestre 2014 la quantità di acquisti di case si è dimezzata nelle grandi città rispetto al 2013. Le famiglie alla ricerca di un'abitazione sono circa 324 mila, meno della metà delle quasi 730 mila di un anno fa, mentre quelle potenzialmente interessate ad attivarsi sono 1,6 milioni a fronte dei quasi 2 milioni del 2013. È quanto emerge dall'Osservatorio sul Mercato Immobiliare di luglio 2014 curato da Nomisma e relativo a 13 grandi città. «La strada della ripresa del mercato immobiliare si conferma lunga e tortuosa»si legge nel rapporto. Così sembra rafforzarsi il rischio, osserva la società di studi, che alla recessione «faccia seguito un periodo di stagnazione non necessariamente breve». LA CRISI PESA ANCORA SULLA DECISIONE Alla base di questa prospettiva ci sarebbe la debolezza economica che «rappresenta un elemento di indiscutibile penalizzazione della possibilità di acquisto di beni durevoli» e la crescente divaricazione dei redditi, con la metà delle famiglie che detiene il 90% della ricchezza e l'altra metà il restante 10%, un fenomeno che finisce per ridurre il numero delle nuclei in grado di accedere al mercato immobiliare. Il primo trimestre ha segnato un'inversione di tendenza in un mercato che, tra il 2006 e il 2013, ha visto le quantità dimezzarsi rispetto al 2013, almeno nelle grandi città. In general, nei primi tre mesi del 2014 le compravendite sono aumentate del 7,4% nel segmento abitativo e del 14,9% in quello commerciale, mentre è rimasto debole il segmento direzionale (-2,6%). Anche sul fronte creditizio, secondo Nomisma, «non vi sono dubbi sul superamento degli eccessi restrittivi che hanno caratterizzato la fase più acuta della crisi», ma sembra evidente che il ritorno alla normalità sia un processo appena avviato e, per il momento, limitato al sostegno delle famiglie. OTTO ASTE SU 10 VANNO DESERTE La prova della crisi che più di 8 aste giudiziarie su 10 destinate alla vendita di immobili vanno deserte. È quanto ha sottolineato il direttore operativo della società di gestione di asset immobiliari Italfondiario Re, Gabriele Mazzetta, intervenendo alla presentazione del rapporto immobiliare 2014 di Nomisma. In otto anni è più che raddoppiato lo scarto dei prezzi medi al metro quadrato tra le aste e le vendite immobiliari a libero mercato: dal -14,6% del 2006 siamo passati al -38,6% del 2014. Ci sono così quasi mille euro di differenza al metro quadro tra il libero mercato e le aste. Per rilanciare il settore e fermare la svalutazione progressiva di questi immobili Italfondiario Re ha avanzato tre proposte: sostituire i custodi giudiziari che non consentono le visite alle proprietà e che non hanno approccio commerciale alla clientela, velocizzare le procedure di rilascio dell'immobile, se il debitore non è collaborativo, e favorire la finanziabilità degli immobili.

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