Sigaretta Elettronica 121228130048
STANGATA 9 Luglio Lug 2014 1936 09 luglio 2014

Sigaretta elettronica, possibili aumenti fino al 480%

Il prezzo di un flacone salirebbe da 6 a 35 €.

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Una sigaretta elettronica.

Nuova possibile stangata in arrivo sul fumo elettronico.
Da 6 a 35 euro: questa sarebbe la conseguenza sul prezzo di vendita di un flacone di ricarica per sigarette elettroniche della nuova tassa sulle e-cig proposta nella bozza di decreto legislativo che mira a riordinare la tassazione sui tabacchi e le sigarette elettroniche.
ASSOCIAZIONE «SGOMENTA». La denuncia è arrivata da Anafe-Confindustria, associazione nazionale produttori fumo elettronico, che si è dichiarata «sgomenta di fronte all'ennesimo tentativo di distruggere il settore della sigaretta elettronica, senza che si sia mai aperto un serio e reale confronto tra le istituzioni e gli operatori come invece previsto dal Tavolo aperto lo scorso febbraio».
A seguito di una prima analisi della bozza del decreto legislativo su accise e imposte di consumo applicate ai tabacchi e alle sigarette elettroniche, Anafe-Confindustria ha rilevato che, «nonostante l'ordinanza del Tar Lazio confermata dal Consiglio di Stato che ha sospeso l'imposta di consumo pari al 58,5% del prezzo di vendita, rinviando gli atti alla Corte Costituzionale, il Governo sembra voler andare avanti sulla strada di una imposizione fiscale che non consideri le peculiarità del settore».
IMPOSTA DI CONSUMO DEL 58,5 PER CENTO. Il presidente di Anafe-Confindustria Massimiliano Mancini ha spiegato: «In primo luogo le sigarette elettroniche continuano ad essere ciecamente assimilate al tabacco». Grazie a questa metodologia di valutazione «gli impatti economici e sull'occupazione derivanti da questo nuovo regime sarebbero ancora peggiori: se con un'imposta di consumo al 58,5% il prezzo di un flacone da 10 ml sarebbe passato da un prezzo medio al pubblico di 6 euro a circa 21, adesso si arriverebbe addirittura a 35 euro (+480%)».
«MOTIVI SENZA BASI SCIENTIFICHE». «A questo punto», ha concluso Mancini, «ci chiediamo quale sia il senso di una nuova imposizione fiscale che ignora e anzi peggiora le ragioni per le quali la precedente è stata sospesa e considerata illegittima e che oltretutto si basa su modelli privi di alcuna base scientifica. Una scelta che avrà come unica conseguenza un contenzioso senza fine invece di porre fine ad ogni contenzioso, come invece indicato dal sottosegretario all'Economia, Giovanni Legnini in una recente dichiarazione pubblica».

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