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VADEMECUM 10 Luglio Lug 2014 0831 10 luglio 2014

Legalizzazione marijuana: una guida per capire

Sì all'uso medico in 23 Stati Usa.

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Con quello di New York diventano 23 gli Stati americani ad aver legalizzato l'uso medico della marijuana. Quasi la metà.
Il Compassionate Care Act firmato l'8 luglio dal governatore Andrew Cuomo permetterà d'ora in poi ai pazienti che soffrono di malattie gravi di utilizzare la cannabis come palliativo del dolore.
Resta invece vietato l'uso a scopo puramente ricreativo, a differenza di quanto accade negli Stati del Colorado e di Washington, che dovrebbero essere seguiti a stretto giro di posta da Alaska, già quest'anno, Arizona, California, Maine e Nevada nel 2016.
Le opinioni sull'opportunità di aprire il mercato alle droghe leggere restano tuttavia contrastanti. Tra chi si oppone, chi è a favore e chi propende per una soluzione intermedia, un compromesso. Ecco una breve guida per orientarsi all'interno del dibattito.

Un negozio specializzato nella vendita di marijuana, Washington. © Getty

1. Perché legalizzarla? «Non uccide ed è fonte di guadagno per i governi»

I difensori della legalizzazione evidenziano come il proibizionismo abbia finora fallito nel tentativo di ridurre il consumo di marijuana.
Non solo. Ha permesso al mercato nero, una delle principali fonti di finanziamento per i cartelli della droga, di proliferare.
Al contrario, la legalizzazione della marijuana darebbe la possibilità ai governi di tassarne la vendita (il Colorado, a gennaio 2014, ha ricavato 3,5 milioni di dollari), di rimpinguare le casse statali e spingere l'economia.
480 MILA MORTI PER IL TABACCO. Oltre all'aspetto monetario, va considerato anche quello sanitario: secondo gli esperti le droghe leggere sono meno dannose di altre sostanze, che pure non sono bandite. Secondo i dati del Cdc (Centers for Desease Control) nel 2010 il tabacco ha causato la morte di 480 mila persone solo negli Stati Uniti, l'alcol oltre 25 mila, la marijuana nessuna.

2. Perché non legalizzarla? «Influisce negativamente sullo sviluppo del cervello»

Gli oppositori sostengono che la legalizzazione porterebbe a un incremento del consumo di droghe leggere.
Alcuni studi da loro citati, uno dei quali pubblicato nel 2013 su Frontiers, evidenziano come la marijuana, pur non essendo mortale, influisca sullo sviluppo cerebrale e chi ne fa uso in età adolescenziale possa avere un Qi intellettivo inferiore alla media.
L'ANTICAMERA DELLE DROGHE PESANTI? Esiste poi la teoria, confermata solo in parte, secondo cui le droghe leggere rappresenterebbero l'anticamera di quelle pesanti: se è vero che chi fa uso di marijuana è più propenso a provare anche eroina e cocaina, gli esperti del Rand's Drug Policy Research Center hanno dimostrato che non esiste alcuna relazione di causa-effetto.

3. Uso medico, chi può beneficiarne? «I malati di Parkinson e di sclerosi»

Tra chi è a favore della completa legalizzazione e chi è contro si erge un terzo schieramento, più moderato, che propone di aprire al consumo della marijuana solo a scopo medico.
Secondo gli esperti, a trarne beneficio potrebbero essere le persone che soffrono - tra le altre cose - di sclerosi multipla, epilessia, disturbo post-traumatico da stress (Ptsd) e morbo di Parkinson.
LA CROCIATA DEL DR SANJAY GUPTA. Inoltre, negli Stati che lo consentono, la cannabis è utilizzata come palliativo per i pazienti affetti da cancro e Aids.
Tra i sostenitori più convinti della pratica figura il celebre neurochirurgo statunitense Sanjay Gupta.

4. La posizione di Obama? «Peggio l'alcol, ma niente legalizzazione»

Barack Obama, in un'intervista rilasciata al New Yorker nel gennaio 2014, s'è detto contrario alla legalizzazione della marijuana, pur ammettendo che «non è più pericolosa dell'alcol».
Il presidente degli Stati Uniti, comunque, ha spiegato che non intende mettere i bastoni tra le ruote agli Stati che intendono depenalizzarla.
JOE BIDEN: «OCCHIO AGLI SPRECHI». Sul tema si è espresso di recente anche il suo vice, Joe Biden: «Penso che l'idea di concentrare grandi risorse per contrastare e arrestare chi fuma marijuana sia uno spreco», ha detto al Time. «In ogni caso la policy della nostra amministrazione non prevede la legalizzazione».

5. La situazione nel mondo? Legale in Uruguay, in Nord Corea non è una droga

Degli Usa, e della situazione variegata che li caratterizza, abbiamo detto. Quanto agli altri Paesi, il primo - e unico finora - a legalizzare completamente la marijuana è stato l'Uruguay, nel 2013 (40 grammi al mese di acquisto massimo).
Nei Paesi Bassi sono consentiti il possesso (fino a cinque grammi) e la coltivazione personale (fino a cinque piante), oltre al consumo in spazi dedicati, i cosiddetti coffee shop, fuori dai quali la vendita è vietata.
USO PRIVATO IN ARGENTINA. L'uso privato è consentito in Argentina, quello a scopo medico in Lussemburgo, Canada e Israele, dove però il paziente deve ottenere il via libera del ministero della Salute.
Singolare, infine, il caso della Corea del Nord, dove la marijuana «non è considerata una droga» ed è quindi legale.

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