Economia 10 Luglio Lug 2014 1252 10 luglio 2014

Niente Ipo, Rottapharm si ritira

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Da sinistra, Luca Rovati, Luigi Rovati e Lucio Rovati che controllano la Rottapharm. Rottapharm fa marcia indietro e ritira l'offerta che avrebbe dovuto portarla in Borsa. «Non si sono verificate le condizioni per un'operazione che rispecchi oggi il valore intrinseco della società anche alla luce della sfavorevole situazione del mercato mobiliare domestico ed internazionale» ha scritto in una nota al mercato la società. Il 10 luglio doveva chiudere l'Ipo che avrebbe dovuto portare a Piazza Affari la nuova matricola con un flottante tra il 25% e il 34,5% del capitale, con una valorizzazione della società tra gli 1,45 e gli 1,8 miliardi. Ma l'operazione si è chiusa con un nulla di fatto. DUE ANNI FA LA ROTTURA CON I PRIVATE EQUITY La famiglia Rovati che controlla attraverso Fidim la Rottapharm - il prodotto di punta è la Saugella - non è nuova a cambi di decisione repentini su operazioni di mercato quasi concluse. È accaduto a luglio 2012 quando, ad affare praticamente fatto, la famiglia decise di interrompere i negoziati per una partnership che prevedeva la cessione nel 50% del capitale agli operatori di private equity Avista e Clessidra. Il motivo? «Divergenze sulla governance». Proprio allora l'azienda decise di intraprendere il percorso verso la quotazione sul listino di Milano. Poi il 10 luglio 2014 è arrivata la decisione di non quotarsi più e l'annuncio che l'azienda «proseguirà il suo percorso di crescita, di innovazione e creazione di valore, sulla base di un chiaro e definito indirizzo strategico supportato dalla sua comprovata solidità patrimoniale e dalla sua elevata capacità finanziaria e reddituale».

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