Ilva 140605114155
CONSIGLIO DEI MINISTRI 10 Luglio Lug 2014 2300 10 luglio 2014

Ok al decreto Ilva: prestito ponte per la gestione

Approvato il nuovo testo. Per Galletti e Guidi offre un futuro a Taranto.

  • ...

L'acciaieria dell'Ilva a Taranto.

Il governo di nuovo in campo per l'Ilva. Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto che, seppur stringato (un articolo) e rivisitato rispetto alle precedenti bozze, come hanno spiegato i ministri Gian Luca Galletti e Federica Guidi, offre un futuro a Taranto consentendo di reperire le risorse per il risanamento degli impianti attraverso un prestito ponte.
NIENTE SBLOCCO AI RIVA. Nell'ultima versione è sparito lo sblocco delle risorse sequestrate alla famiglia Riva e anche la figura del commissario ambientale, una specie di supercommissario che aveva carta bianca sugli interventi ritenuti - nella precedente bozza - come «indifferibili, urgenti e di pubblica utilità».
Sono rimaste invece le modifiche al Piano ambientale già approvato a metà marzo dalla presidenza del Consiglio: si tratta in questo caso di una rimodulazione dei tempi.
«80% DI PRESCRIZIONI ENTRO LUGLIO 2015». Poi, il decreto ha disposto che per "l'osservanza" del Piano di risanamento devono essere attuate «almeno l'80% delle prescrizioni entro il 31 luglio del 2015»; per il resto delle prescrizioni il termine è fissato al 4 agosto 2016, a parte l'applicazione della decisione della commissione Ue del 2012 sulle migliori tecniche disponibili per produrre ferro e acciaio.
La parte più sostanziale, quella del prestito ponte che sarà funzionale all'attuazione delle misure di «tutela ambientale e sanitaria» e per «la continuazione dell'esercizio dell'impresa e la gestione del relativo patrimonio».
La norma riguarda «l'impresa commissariata», la quale «può chiedere di essere autorizzata a contrarre finanziamenti prededucibili».
«PROSPETTIVA DI TUTELA AMBIENTALE». Per Galletti e Guidi in questo decreto sono contenuti «elementi importanti per assicurare all'Ilva e a Taranto una prospettiva di tutela ambientale, ma anche quella opportunità di sviluppo economico che la crisi del siderurgico aveva messo a rischio», assicurando anche la salvaguardia dei livelli occupazionali e la continuità produttiva.
Infine fanno presente che è stato «rafforzato l'impegno per il risanamento ambientale. Uno strumento fondamentale per il futuro del siderurgico tarantino».

Correlati

Potresti esserti perso