Economia 10 Luglio Lug 2014 1030 10 luglio 2014

Questi manager valgono 10 mila euro al giorno

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In due giorni, due giorni e mezzo al massimo, gli amministratori delegati di Generali e Unicredit portano a casa l’equivalente di un intero anno di lavoro di un loro dipendente medio. La denuncia arriva dal Rapporto annuale sulle retribuzioni del top management del settore finanziario della Fiba Cisl, una delle sigle findacali dei lavoratori del mondo finanziario che, è bene ricordarlo, sono al tavolo della tattativa con le banche per il rinnovo del contratto di settore. Gli analisti Fiba Cisl hanno calcolato e messo a confronto la retribuzione giornaliera 2013 dei top manager della finanza (banche e assicurazioni) utilizzando il database Bankscope sui compensi, con la retribuzione media contrattuale 2013 del settore (36 mila euro per le banche; 30 mila per le assicurazioni e Poste) calcolata su data base Fiba Cisl. LA RETRIBUZIONE MEDIA GIORNALIERA È 4.600 EURO Ebbene, come riporta la tabella in basso con i 5 manager di settore più pagati al giorno, i conti sono proprio questi: un paio di giorni e il dirigente si porta a casa un anno intero di salario di un dipendente. Ma questa è solo la punta dell'iceberg perché lo studio evidenzia come i top manager italiani della finanza (presidenti e amministratori delegati, direttori generali, consigliere delegati e così via) guadagnano in media 4.600 euro al giorno, come riporta lo studio presentato dalla Fiba Cisl.

Sergio Balbinot, chief insurance officer di Generali, è il manager della finanza che guadagna di più al giorno. LA TOP FIVE DEI PIÙ PAGATI MANAGER DELLA FINANZA 1) Sergio Balbinot - 17.617 euro al giorno - (Generali), 2) Mario Greco - 10.681 euro al giorno - (Generali), 3) Piero Luigi Montani - 10.339 euro al giorno - (Carige), 4) Federico Ghizzoni - 10.159 euro al giorno - (Unicredit), 5) Paolo Vagnone - 10.033 euro al giorno (Banca Generali). BALBINOT (GENERALI) VALE 17.600 EURO AL GIORNO Se la crisi ha colpito il nostro Paese, di certo non è arrivata nelle buste paga dei piani alti secondo il rapporto. «Rispetto al 2012 per metà dei Presidenti il compenso cala, ma per l'altra metà rimane stabile o aumenta. Le differenze tra le retribuzioni restano abissali», è la denuncia del segretario Fiba Cisl Giulio Romani. I compensi degli amministratori, che in linea teorica dovrebbero essere più sensibili all'andamento aziendale, sono calati tra il 2012 e il 2013 solo in 6 casi osservati, mentre negli altri rimangono stabili o aumentano, nonostante la sfavorevole congiuntura economica. Per esempio, dal 2010 al 2013, nei quattro anni in cui il Rapporto Fiba Cisl ha pubblicato il Rapporto, l'ex amministratore di Generali, Giovanni Perissinotto, ha guadagnato quasi 13 milioni di euro, con una retribuzione di circa 6.500 euro al giorno. Niente in confronto all'attuale a.d. del Leone, Mario Greco che, secondo i calcoli della Fiba Cisl, guadagna 12.400 euro al giorno. E niente contro i 17.600 euro al giorno di Sergio Balbinot, chief insurance officer di Generali dal 2012, che è in testa alla speciale classifica dei compensi 2013. Il suo compenso è pari a 214 volte la retribuzione media di un impiegato del settore. GHIZZONI (UNICREDIT) PRENDE 10.100 EURO, MICCICHÈ (INTESA) SOLO 5.200 EURO AL GIORNO Negli ultimi 4 anni l'amministratore delegato di Banco Popolare, Pier Francesco Saviotti, ha ricevuto più di 8 milioni, secondo il Rapporto FIba Cisl, e nel 2013 la sua restribuzione media giornaliera è stata di 5.100 euro. Il compenso dell’attuale direttore generale di Intesa Sanpaolo, Gaetano Miccichè, è di quasi 5.200 euro al giorno sempre nel 2013. Ma è meno della metà di quello dell'ax a.d di Intesa, Enrico Tommaso Cucchiani, che ha preso 9.300 euro al giorno nel 2013. Un po’ meno prendono l'ex amministratori delegato di Popolare dell’Emilia, Luigi Odorici (circa 2.200 euro al giorno), mentre ci sono distanze abissali tra Alessandro Profumo e Fabrizio Viola di Mps che valgono rispettivamente 242 euro al giorno e 4.926 euro al giorno nel 2013, secondo la tabella Fiba Cisl.

Giovanni Berneschi, ex presidente di Carige. PER CIMBRI (UNIPOL) 8.923 EURO AL GIORNO E tra gli assicuratori, si distingue Carlo Cimbri, amministratore delegato di Unipol, che con i suoi 8.923 euro al giorno è settimo nella classifica generale. Per Victor Massiah, consigliere delegato di Ubi, la retribuzione giornaliera è 4.100 euro, mentre Adolfo Bizzocchi, direttore generale Credem, il compenso si ferma a 2.600 euro al giorno, mentre l'ex presidente di Carige Giovanni Berneschi nel 2013 ha avuto un compenso di 3.100 euro al giorno, che non sono niente in confronto a Piero Luigi Montani, già Bpm che ora guida la banca genovese, e nel 2013 è stato pagato 10.300 euro al giorno, un compenso che gli vale la top five. Numeri che fanno dire al sindacato che «chi assume certe cariche per più tempo, assicura a sé stesso ed a molte generazioni future un alto tenore di vita: chi non farebbe l'impossibile per rimanere al vertice? Davvero qualcuno pensa che possa essere demagogico denunciare l'insostenibilità di simili divari? Davvero qualcuno pensa che l'assenza di regole sul sistema distributivo possa favorire l'individuazione ed il riconoscimento del merito?», si chiede il Rapporto Fiba Cisl. LA REGOLA OLIVETTI: NESSUN MANAGER GUADAGNI PIÙ DI 10 VOLTE IL SALARIO MINIMO È chiaro che la regola Olivetti, recentemente citata dal presidente del consiglio, Matteo Renzi, secondo cui nessun dirigente dovrebbe guadagnare più di dieci volte il salario minimo, è decisamente utopistica. Tanto che le sigle sindacali, per prime, ritengono che il valore corretto sarebbe di venti a uno. L’ufficio studi Uilca ha calcolato che nel 2013 il rapporto è stato di 62 a uno. Significa che un alto dirigente ha guadagnato mediamente come 62 bancari. Il divario è in crescita. Nel 2000 un amministratore delegato guadagnava quanto 42 dipendenti, ma è stato nel 2007 e nel 2008 che si è raggiunta la massima distanza, quando la proporzione è stata di 119 a uno e 72 a uno, per ridursi lievemente negli anni successivi, fino al rapporto di 53 a uno del 2012, con eccezioni come quella di Enrico Cucchiaini di Intesa Sanpaolo,  per il quale il rapporto era stato addirittura di 108 a uno. Il problema non è solo relativo agli stipendi, ma secondo la Fiba Cisl è da evidenziare anche la numerosità media degli organi societari. Applicando, infatti, i nuovi limiti della regolamentazione della Banca d’Italia, le banche con modello tradizionale presenterebbero un’eccedenza di 34 unità rispetto al limite di 15 componenti. Le banche con il sistema dualistico, invece, presentano un’eccedenza di 18 unità rispetto al limite di 22. Un’eccedenza totale, conclude, la Federazioni bancari e assicurativi, che si dimostra pari a 52 consiglieri in 9 banche.

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