Economia 11 Luglio Lug 2014 1720 11 luglio 2014

Ilva: Edo Ronchi dice no

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Edo Ronchi, ex sub commissario ambiantale all'Ilva ha lasciato in polemica con il Governo. «Mi è stata proposta la riconferma dal ministro Galletti e ho detto che alle condizioni nuove non sono disponibile, serve un cambio di passo, altrimenti non vedrei le condizioni operative». Lo ha detto Edo Ronchi, ex subcommissario ambientale all'Ilva, che in un'intervista a Effetto Giorno, su Radio 24, interviene dopo l'approvazione del decreto di ieri. Nel provvedimento, in particolare, è scomparsa la figura del supercommissario - prevista dalla bozza del dl - che avrebbe avuto carta bianca negli interventi più urgenti. RONCHI: «NON CI SONO LE  GARANZIE FINANZIARIE» «Il 4 luglio è scaduto il mio mandato da sub commissario e non ho accettato la riconferma propostami dal ministro dell'Ambiente, Galletti, il 5 perchè secondo me servono garanzie finanziarie e garanzie di operatività», ha detto Ronchi, che era in lizza per diventare commissario ambientale per lo stabilimento siderurgico. Ma l'ipotesi è tramontata dopo l'approvazione il 10 luglio del nuovo decreto sull'Ilva. «Non aveva più senso avere un sub commissario con competenze non definite, ma occorreva un sub commissario per l'attuazione del Dpcm sul piano ambientale. Hanno discusso, fatto i testi e gli emendamenti e alla fine non hanno approvato nessuna delle due opzioni» ha detto Ronchi. «Quindi non sono disponibile a essere nominato a queste condizioni». IL SUB COMMISSARIO VEDE UN FUTURO COMPLICATO Ronchi ha ricordato che con il Dpcm del 9 maggio sul piano ambientale «il quadro è cambiato. Prima c'era un lavoro istruttorio, di studio, adesso bisogna essere operativi. Questa non è una fabbrichetta dove due commissari si danno fastidio, ma una fabbrica che si chiama Ilva, con un piano ambientale che comporta centinaia di misure e richiede una riorganizzazione della struttura e una responsabilità diretta», ha detto. L'ex sub commissario immagina complicato il futuro dell'Ilva. «Si devono dare una sveglia perchè non possono pensare di andare avanti soltanto con misure tampone» ha detto. «Finanziare il risanamento con gli utili aziendali non sta in piedi. O si adotta il principio chi inquina paga e si trovano i soldi dei Riva o serva un intervento pubblico molto consistente. Non vedo altre soluzioni».

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