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FINANZA 11 Luglio Lug 2014 1255 11 luglio 2014

Vigilanza bancaria, Nouy: «Sorveglianza dura»

L'annuncio: «Stop ad acquisto titoli di Stato con i fondi della Bce».

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Danielle Nouy, presidente del Consiglio di sorveglianza della Bce.

Una vigilanza «dura» e tutto il potere alla Bce. Danielle Nouy, presidente del Consiglio di sorveglianza unica presso la Banca centrale europea, ha promesso che non ci saranno sconti per nessuno. A novembre 2014 le banche dell'Unione sono infatti destinate a cambiare sorvegliante: non più un'autorità nazionale, ma la stessa Banca centrale europea.
Resistenze e protezionismi nazionali saranno combattuti, ha detto Nouy, e un cambiamento notevole investirà anche i titoli di Stato. Con la fine della prassi che ha consentito finora alle banche di usare i fondi della Bce per comprare titoli di Stato dei Paesi d'appartenenza.
UN PARACADUTE NON PIÙ SOSTENIBILE. Questa sorta di paracadute di cui i Tesori nazionali hanno potuto benificiare «non è più sostenibile», ha spiegato Nouy, destinato a diventare il numero uno degli ispettori bancari europei. Nouy è impegnato nella tappa romana di un tour europeo nel corso del quale ha approfondito e consolidato i rapporti con gli organismi di vigilanza nazionali in vista dei prossimi stress test sulla solidità degli istituti di credito, che si preannunciano più rigorosi di quelli passati.
«DUREZZA LEZIONE DELLA CRISI». «Dobbiamo essere sorveglianti duri. Questa è la lezione della crisi», ha detto Nouy nel Salone di pelle della Banca d'Italia. Anche di fronte all'eventuale necessità di dover liquidare una banca. Tutto il potere alla Bce, dunque, che diventa «organo di sorveglianza centralizzato».
COSA CAMBIA NEI CONTROLLI. Nouy ha spiegato anche come si prevede che possa cambiare la sorveglianza sulle banche. A partire dal 4 novembre, ad esempio, gli ispettori di Bankitalia continueranno i loro controlli sulle banche del nostro Paese. Però li invieranno non più ai responsabili di Via Nazionale, ma a Francoforte, dove il responsabile del team che mette assieme organismi nazionali ed europei farà una raccomandazione al Consiglio di vigilanza. «Se la sorveglianza nazionale ha un'opinione diversa, sarà messa a verbale», ha detto Nouy, ma «è un'istituzione europea, deve prendere decisioni europee».
TUTTO IL POTERE ALLA BCE. L'ultima parola, in definitiva, spetterà a Francoforte: «Le decisioni più sensibili, più importanti, saranno prese a livello del Consiglio di sorveglianza», nel quale la Bce esprime 4 membri, cui si aggiungono un presidente e vicepresidente rappresentanti del 'centro'. Ciascuno dei 18 stati dell'Eurozona ha un rappresentante. Più Europa, dunque, per un sistema bancario che incoraggerà le banche a superare la frammentazione nazionale anche attraverso l'espansione, o fusioni e acquisizioni, oltreconfine.

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