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TIRA E MOLLA 12 Luglio Lug 2014 1125 12 luglio 2014

Alitalia: trattativa a oltranza, Gabriele Del Torchio fiducioso

Muro di Camusso: «Senza intesa non si chiude. Occorre tempo».

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Si complica la trattativa sugli esuberi Alitalia, interrotta bruscamente al ministero dei Trasporti dove si sono trovati faccia a faccia azienda, sindacati e governo.
Dopo una nottata insonne, con il negoziato proseguito fino alle 4, l'attesa dead line delle 11 del 12 luglio annunciata dal ministro dei Trasporti Maurizio Lupi non è stata rispettata.
FIDUCIA DAL MINISTERO. Nonostante l'ottimismo dimostrato dai vertici aziendali all'arrivo al dicastero di Porta Pia, per i sindacati i nodi restano ancora da sciogliere, a partire da quello (proposto dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti) del ricollocamento in altre aziende di oltre mille lavoratori, il cui destino non è ancora effettivamente ben chiaro.
La palla è passata ai rappresentanti del governo che hanno sospeso il tavolo e si sono dati un po' di tempo per rispondere alle osservazioni delle parti in campo. Poi alle 19.30 circa la ripresa della trattativa con oltre due ore e mezza di ritardo rispetto all'accordo.

Camusso (Cgil): «Se i problemi non si risolvono, non si può chiudere»

Un momento dell'incontro tra il ministro Poletti e il ministro Lupi sul caso Alitalia.

La posizione più drastica è quella della Cgil: «Non troviamo traccia, nelle dichiarazioni fatte dai ministri, di una significativa riduzione nel numero degli esuberi», ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.
L'operazione sarebbe «una cessione di ramo d'azienda con licenziamenti collettivi, che non è mai stata fatta in altre aziende». Le trattative «hanno i loro tempi», ma se non risolvono i problemi, ha scandito, «non si può chiudere».
Un atteggiamento che sembra entrare però in rotta di collisione con quello della Cisl. Raffaele Bonanni ha chiamato in causa direttamente il presidente del Consiglio, Matteo Renzi perché si occupi della vertenza, ma allo stesso tempo ha sottolineato che «bisogna chiudere entro oggi (12 luglio, ndr) perché non si può andare avanti all'infinito». Uno sforzo a cui si è unita anche l'Ugl, convinta che sia necessario trovare concretamente un accordo entro sabato 12 luglio.
ESORDIO DEL CONTRATTO DI RICOLLOCAMENTO. La volontà del governo, annunciata dal ministro del Lavoro, Giuilano Poletti, «era quella di sperimentare per la prima volta il contratto di ricollocamento previsto dalla legge di Stabilità con uno stanziamento già definito di 15 milioni».
Il contratto consente a chi è in mobilità di «fare un accordo con le agenzie del lavoro in questo caso del Lazio, con il supporto di una unità di missione con i ministeri interessati (Lavoro e Infrastrutture), la Regione in collaborazione con Enac».
Si tratta di «una cosa mai fatta prima che sperimentiamo con Alitalia. Non è una garanzia, ma un contratto di servizio che prevede obblighi per i lavoratori, l'agenzia e le istituzioni, ed è una anticipazione delle politiche attive del lavoro che si fa fatica a far partire».
ESUBERI: DA 2.251 A 980. Gli esuberi sono stati ridotti a 980 rispetto ai 2.251 iniziali: per 250 assistenti di volo Alitalia ed Etihad hanno assicurato la possibilità di fare contratti di solidarietà, mentre altri 1.020 lavoratori verranno ricollocati in altre aziende.
Infine, i 980 che andranno in mobilità potranno usufruire, proprio del contratto di ricollocamento, previsto dalla legge di stabilità e ora adottato in via sperimentale. La loro busta paga sarà ridotta all'80% per quattro anni e saranno accompagnati verso un altro impiego.
A RISCHIO IL PATTO CON ETIHAD. Il governo ha fretta di arrivare a un'intesa senza la quale rischia di saltare l'ingresso nel capitale di Alitalia della compagnia Etihad che chiede un taglio di 48 milioni al costo del lavoro. Il numero uno del vettore emiratino sarà in Italia la prossima settimana per avere una risposta definitiva.
Attorno alle 15 di sabato 12 luglio, dopo due ore di pausa, al ministero dei Trasporti sono riprese le trattative su Alitalia fra sindacati, azienda e governo, che per cercare di uscire dallo stallo ha proposto un periodo breve di Cassa integrazione straordinaria (Cigs). La compagnia però chiede che ci siano delle garanzie, ossia che alla fine della Cigs i lavoratori accettino di entrare in mobilità.
ZINGARETTI STA CON POLETTI. Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha intanto fatto sapere che, per risolvere il problema degli esuberi Alitalia, è favorevole all'ipotesi del ministro Poletti sull'utilizzo sperimentale del contratto di ricollocazione. «Per la prima volta potrebbe essere sperimentato nella nostra Regione», ha detto, «siamo pronti ad attuarlo con i lavoratori in esubero di Alitalia».

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