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FISCO 12 Luglio Lug 2014 1040 12 luglio 2014

Equitalia, le nuove linee guida

Scorporamento della società al vaglio.

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Equitalia cambia volto: lotta ai grandi evasori.
Sotto i mille o 2 mila euro non scatterà subito la riscossione.
Come spiegato il 12 luglio da la Repubblica, nascerà un 'mini-ruolo' destinato alle piccole somme (fino a mille o 2 mila euro), sul quale l'approccio dell'esattore sarà soft e la temuta cartella non arriverà come è avvenuto fino a oggi.
CALL CENTER AL LAVORO. Lo Stato opererà un po' come fanno i gestori dei telefonini e di altri servizi con i clienti morosi: un call center solleciterà il pagamento verbalmente, poi si passerà a inviti bonari e solo in caso di necessità partirà la cartella e scatteranno le procedure esecutive della riscossione.

Verso una trasformazione: Agenzia per la Riscossione

Un agente di polizia davanti a una sede di Equitalia.

L'altra questione cruciale sulla quale si incentra il piano (in via di scrittura) è la trasformazione della governance della Nuova Equitalia, o 'Agenzia per la Riscossione'.
Attualmente è una spa, controllata al 51% dall'Agenzia delle entrate e per il restante 49% dall'Inps.
I due enti lavorarono fianco a fianco e quando il contribuente si accorge che nell'accertamento c'è stato un errore, l'Agenzia per non scontentare l'esattore a caccia di denari potrebbe essere tentata di non riconoscerlo.
ALL'ESTERO È UN CORPO UNICO. In Francia accertatore ed esattore sono un'unica entità: il compito di bloccare eventuali interventi coattivi, dai fermi amministrativi ai pignoramenti, è demandato a un terzo, cioè alla magistratura ordinaria.
Il piano cui sta pensando il governo cambia registro e prevede lo scorporo di Equitalia dal controllo dell'Agenzia: il Nuovo Esattore verrebbe trasformato in una agenzia autonoma e indipendente e verrebbe reciso qualsiasi conflitto d'interessi.

Oltre 610 miliardi di crediti in carico a Equitalia

Roma: la facciata di Palazzo Chigi.

E la partita che si gioca non è di poco conto: attualmente i ruoli, ovvero i crediti, in carico di Equitalia ammontano alla stratosferica cifra di 615 miliardi. L'abbandono della forma societaria cambierebbe anche la filosofia aziendale della Nuova Equitalia: non più quella privatistica tentata dai risultati, ma una dimensione più adatta alla missione di servizio pubblico. Cambierebbe anche il contratto di lavoro degli 8 mila dipendenti: oggi, in eredità delle vecchie gestioni, è quello dei bancari mentre con la riforma si rientrerà nell'alveo dei dipendenti pubblici delle agenzie.
IL NODO ENTI LOCALI. La terza partita sulla riforma del grande esattore pubblico si gioca sulla riscossione degli enti locali, forse il vero punto debole del sistema Equitalia. Le somme iscritte a ruolo dai Comuni sono piccole, la media è 330 euro, e spesso è difficile incrociare le banche dati e compiere le normali verifiche.
L'idea è dunque quella di scorporare dalla nuova Agenzia per la Riscossione una divisione enti locali specializzata nel recupero-crediti sul territorio.

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