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GIUSTIZIA 12 Luglio Lug 2014 1100 12 luglio 2014

Italgas commissariata per sei mesi

L'azienda: «Stiamo prestando la massima collaborazione».

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Il logo Italgas.

Commissariata per sei mesi la Italgas con sede legale a Torino.
Il Tribunale di Palermo il 12 luglio ha notificato alla società di distribuzione del gas del gruppo Snam, la misura preventiva di amministrazione giudiziaria in base alle leggi antimafia relative «a rapporti contrattuali con alcuni fornitori».
Il provvedimento prevede che «le facoltà di amministrazione dei beni di Italgas vengano conferite all'organo amministrativo collegiale designato dal tribunale».
Snam ha assicurato «la massima collaborazione con l'autorità giudiziaria».
All'organo designato dal tribunale «sono stati attribuiti i pieni poteri per lo svolgimento di tutte le attività economiche e imprenditoriali per una durata di sei mesi, ai fini degli accertamenti e compiti affidati».
COINVOLTE AZIENDE DEL NORD. Il decreto si collega, ha reso noto la guardia di Finanza, all'esecuzione di analoghi provvedimenti, emanati a maggio dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo su richiesta della direzione distrettuale antimafia, con cui è stata disposta la sospensione dell'amministrazione della Gas Natural Distribuzione Italia Spa con sede ad Acquaviva delle Fonti (Ba), della Gas Natural Vendita Italia Spa e della Gas Natural Italia Spa, entrambe con sede a San Donato Milanese (Mi), operanti nel settore della vendita e distribuzione del gas metano sul territorio nazionale, nonché della Crm di Curatola Alfredo Snc, società di manutenzione con sede in Crotone.
SEQUESTRATI 50 MLN DI EURO DI PATRIMONIO. Nell'ambito della stessa indagine la guardia di finanza di Palermo, sotto il coordinamento della direzione distrettuale antimafia, aveva eseguito (nel 2013) il sequestro di un patrimonio di oltre 50 milioni di euro, nei confronti di un gruppo imprenditoriale di Palermo, che ha curato, fra gli Anni 80 e 90, la metanizzazione di diverse aree del territorio siciliano.
Il gruppo secondo l'accusa aveva ottenuto 72 concessioni per la metanizzazione della Sicilia e dell'Abruzzo grazie anche ad appoggi politici forniti dall'ex sindaco di Palermo condannato per mafia, Vito Ciancimino.
Nel mirino degli investigatori, ricordano le fiamme gialle, le imprese, ritenute vicine alla criminalità organizzata che in sub appalto eseguivano i lavori di realizzazione della rete del gas.

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