Economia 14 Luglio Lug 2014 1757 14 luglio 2014

Banche, nuove regole sul fallimento

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Banche Un altro mattone nel muro che porterà alla completa realizzazione dell'Unione bancaria è stato messo dal Consiglio Ue con l'adozione in via definitiva del regolamento che istituisce il meccanismo unico di risoluzione delle banche in fallimento. «Con questo provvedimento», spiega Pier Carlo Padoan, ministro dell'Economia in qualità di presidente dell'Ecofin durante la presidenza italiana dell'Unione, l'Europa «sta radicalmente migliorando il quadro regolatorio del settore bancario, che sarà sempre di più al servizio dello sviluppo economico europeo senza spostare il rischio dei privati sui bilanci pubblici. Abbiamo messo in piedi un altro importante pilastro dell'Unione bancaria, che contribuirà alla salvaguardia del mercato unico e alla prosperità di tutti i cittadini europei pesantemente colpiti dalla crisi globale», aggiunge Padoan mentre un comunicato del Consiglio stesso spiega come «la creazione di un meccanismo unico per gestire il fallimento ordinato delle banche in difficoltà prevede un organismo centrale che prende le decisioni e un fondo unico di risoluzione, e assicura che le decisioni sulla risoluzione delle banche negli Stati membri saranno prese in modo coordinato ed efficace, riducendo al minimo l'impatto negativo sulla stabilità finanziaria e la dipendenza delle banche dal valore dei debiti sovrani». COME FUNZIONA IL NUOVO MECCANISMO UNICO DI RISOLUZIONE. Insomma si vuole evitare che la crisi di una banca possa trascinare nel default un intero paese come avvenuto in Irlanda o possa essere troppo legato al rischio 'spread' come nel caso di Italia e Spagna durante la crisi del debito sovrano. In base al nuovo Meccanismo unico di risoluzione (Single Resolution Mechanism o SRM) quando la Bce rileverà un istituto a rischio, passerà l'allarme a un'autorità (board) composta da un direttore esecutivo, quattro membri permanenti e dai rappresentanti delle autorità nazionali degli Stati che fanno parte dell'Unione bancaria, più Consiglio, Commissione e la stessa Banca centrale europea. Il board preparerà quindi i piani di risoluzione per la banca a rischio e si occuperà di mettere in atto la ristrutturazione. La Commissione può dare un parere, e il Consiglio può intervenire solo in 'circostanze estreme' cioè quando non c'è interesse pubblico nel risolvere una banca o quando la Commissione vuole impiegare più fondi di quelli che stabilisce il board. RESTA IL FONDO SALVA BANCHE. Il board valuterà poi se c'è un rischio sistemico e se c'è una soluzione che possa coinvolgere i privati ('bail-in'). Se non c'è, adotta una risoluzione che prevede anche l'uso del fondo salva-banche (SRF). Si tratta di un fondo appunto, appositamente creato per risolvere le crisi bancarie, alimentato attraverso una contribuzione da parte degli istituti di credito, che impiegherà in verità 8 anni per essere pienamente operativo e per raggiungere i 55 miliardi di dotazione complessiva su cui si sono accordati gli Stati membri. I compartimenti nazionali saranno messi in comune per il 40% fin dal primo anno, in modo che gli Stati che non hanno molte risorse avranno un sostegno.

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