Economia 14 Luglio Lug 2014 0935 14 luglio 2014

Compro oro, mercato in calo: -20%

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E' stata una vera e propria esplosione quella dei 'Compro Oro' nelle città italiane ma ora il fenomeno sembra "in fase regressiva". Complice il prezzo in forte crescita del metallo e la crisi che, secondo alcuni, ha indotto gli italiani a vendere gioielli e bracciali per fare fronte alle difficoltà economiche, gli esercizi commerciali si sono moltiplicati negli scorsi anni con stime difficili da quantificare e timori crescenti di infiltrazioni criminali. Nel suo ultimo rapporto la Uif, l'unità di informazione finanziaria istituita presso la Banca d'Italia e che combatte il riciclaggio, segnala come "gli acquisti da controparti fisiche, in larga misura 'compro oro' presentano nel secondo semestre 2013 una marcata flessione, segnalando che il fenomeno potrebbe essere in fase regressiva dopo un lungo periodo di crescita". Sui 'compro oro' peraltro la Banca d'Italia non esercita la vigilanza (l'elenco è infatti riservato agli operatori in oro da investimento o a uso industriale) e la Uif riceve solo le segnalazioni anti riciclaggio. MERCATO IN CALO DEL 20%. Nel complesso il totale delle operazioni in oro (comprensive quindi anche di prestiti, garanzie etc ect), secondo il rapporto, vede una diminuzione degli importi dichiarati (-20%) visto che l'oro dopo una crescita decennale ha avuto un calo delle quotazioni dovuta al ritiro delle misure di stimolo della Federal Reserve e al miglioramento, seppure fragile, dell'economia che ha fatto rientrare gli investitori dai beni rifugio. Il numero di operazioni è stato così lo scorso anno di 119mila con 46mila dichiarazioni alla Uif per un controvalore di 19miliardi contro i 21,2 dell'anno precedente. La Uif riporta poi un ulteriore particolare. Una cospicua parte dell'oro che l'industria recupera o che i compro oro raccolgono, finisce all'estero e la prima destinazione è la Svizzera. LA SVIZZERA RACCOGLIE IL 50%. La quota delle operazioni con controparti estere ammonta a circa 7,5 miliardi di euro (36% del totale). La Svizzera ne raccoglie il 50%. Il paese, rileva la Uif, "oltre a essere confinante con l'Italia, ha un regime fiscale particolarmente favorevole per il commercio delle materie prime e rappresenta una piazza importante per il mercato dell'oro". E non è un caso che Milano, snodo fondamentale del flusso di oro verso la Svizzera, sia una delle piazze italiane del metallo assieme alle tradizionali province specializzate nella sua lavorazione: Vicenza, Alessandria, Arezzo.

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