Economia 14 Luglio Lug 2014 1003 14 luglio 2014

La liquidità? Mettetela in conto: rende il 2%

  • ...

Chi parcheggia la liquidità su un conto spunta un rendimento lordo del 2%. Con un Bot il rendimento è dello 0,5%. Penalizzati dal fisco, ma tuttora più redditizi dei titoli di Stato, dei buoni postali e anche di molte obbligazioni. E per chi non vuole rischiare i propri risparmi sono, ancora, la strada da prendere. Con un'avvertenza: anche sugli interessi dei conti correnti e dei depositi bancari dal primo luglio scorso è scattato il nuovo prelievo fiscale del 26% (prima era al 20%), che purtroppo costringe a masticare amaro molti risparmiatori. Tuttavia, scegliendo tra le migliori offerte sul mercato, chi parcheggia la propria liquidità in questi prodotti riesce a spuntare comunque un rendimento che sfiora il 2% al netto delle tasse, contro lo smilzo 0,5% circa offerto invece dai Bot o dai buoni postali. 1) CHI RENDE DI PIÙ: DA BANCA MARCHE A BANCA MEDIOLANUM Per trovare i prodotti più redditizi sul mercato, può essere utile aiutarsi con i preventivatori online come Facile.it e Confrontaconti.it, che permettono di analizzare le condizioni di decine di depositi diversi. Per i risparmiatori che sono disposti a tenere vincolate le giacenze per almeno 12 mesi, per esempio, il sito di Confrontaconti.it segnala come offerta più conveniente il Deposito Sicuro di Banca delle Marche, che ha un tasso lordo del 2,8% e un tasso netto del 2,07%. Segue a ruota il conto di Bancadinamica, istituto online della Cassa di Risparmio di San Miniato, che rende il 2,5% lordo (1,85% netto). Tra i prodotti più redditizi a 12 mesi, c'è anche Inmediolanum di Banca Mediolanum (2.3% lordo e 1.8% netto). Investendo in questi depositi una somma di 10mila euro, si ottiene dunque un guadagno netto di 180-200 euro circa annui. Se il risparmiatore è disposto a tenere ferme le giacenze pper più tempo ci sono poi dei conti vincolati ancor più redditizi. A chi parcheggia la liquidità per un periodo di ben 60 mesi, per esempio, Siconto di Banca Sistema offre un interesse del 4% lordo, corrispondente al 2,96% al netto delle tasse. 2) QUANTO PESANO LE IMPOSTE DOPO LA RIFORMA DI LUGLIO Certo, l'ultimo giro di vite del fisco ha lasciato il segno. Fino al 30 giugno scorso, infatti, molti conti di deposito davano un interesse del 2-2,5% lordo che, una volta sottratte le tasse, corrispondeva all'1,6-2% su base annua. Ora, con la nuova aliquota del 26%, il rendimento netto effettivamente percepito dai risparmiatori è sceso tra l'1,48-1,85%. Tradotto in soldoni, chi ha in giacenza una somma di 10mila euro, vede scendere il guadagno netto da 160-200 euro all'anno fino a 148-185 euro. In questo caso, dunque, il calo di rendimento è di 12-15 euro euro e sale a 150-200 euro ogni 12 mesi, se la cifra depositata supera i 100mila euro. 3) PRELIEVO SPEZZATO IN DUE: LA TASSAZIONE NON È RETROATTIVA Chi ha un conto deposito già aperto non deve dimenticare però un particolare importante. La nuova tassazione del 26% colpirà soltanto la parte di rendimenti maturata il primo luglio in poi, mentre la quota di interessi antecedente al 30 giugno rimane tassata col vecchio prelievo del 20%. Dunque, se un deposito aperto il 1° gennaio 2014 garantiva il 2,5% lordo,  nel 2014 darà un interesse netto del 2% per la prima metà dell'anno e dell'1,85% per la seconda metà. La media è dunque dell'1,9% circa . 4) SI PAGA UN'IMPOSTA DI BOLLO DELLO 0,2% ALL'APERTURA I risparmiatori devono, però, mettere in conto anche il peso dell'imposta di bollo, cioè la mini-patrimoniale dello 0,2% del capitale che oggi colpisce quasi tutti i prodotti finanziari venduti in Italia. Dunque, su una giacenza di 10mila euro, chi apre un conto di deposito deve versare altri 20 euro di tasse, oltre a quelle che colpiscono già i rendimenti. Su una somma di 100mila euro, si pagano invece ben 200 euro di bollo ogni anno. Alla fine, mettendo insieme la nuova imposta sui rendimenti e la mini-patrimoniale, i balzelli da versare al fisco ammontano a circa un terzo dei rendimenti lordi maturati.

Correlati

Potresti esserti perso