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SVOLTA 15 Luglio Lug 2014 1424 15 luglio 2014

Brics: nasce la Nuova Banca di Sviluppo

I Paesi emergenti sfidano l'Occidente. Primi prestiti nel 2016.

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La presidente del Brasile Dilma Rousseff.

I leader delle cinque principali economie emergenti, i cosiddetti Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) si riuniscono il 15 e 16 luglio in Brasile per mettere a punto un nuovo assetto finanziario post-crisi, più in sintonia con il mondo multipolare, che ha come cardine la creazione di una banca da 100 miliardi di dollari da contrapporre alle istituzioni internazionali controllate dall'Occidente (video).
Il progetto era in cantiere da tempo, ma spetta alla presidente brasiliana Dilma Rousseff annunciare simbolicamente al sesto vertice dei Brics, che si è aperto a Fortaleza, la nascita della Nuova Banca di Sviluppo, che ha lo scopo di finanziare grandi progetti infrastrutturali congiunti ma servirà anche come riserva per fronteggiare crisi finanziarie e la fuga degli investimenti stranieri.
I tempi sono stati accelerati e il progetto in cinque mesi è diventato una realtà. Restano da decidere solo i dettagli, come la scelta della sede. Al ballottaggio sono arrivate Shangai e New Delhi, con la prima in netto vantaggio sulla seconda. Ma il neo premier indiano Narendra Modi, al debutto internazionale, ha detto che la decisione «non è affato scontata».
PRESIDENZA QUINQUENNALE. Rousseff, che a ottobre si candida a un secondo mandato e deve rilanciare la propria immagine appannata dall'umiliazione sportiva subita al Mondiale, sarebbe riuscita invece a imporre un brasiliano alla prima presidenza di turno quinquennale della nuova banca.
Già decisa invece la capitalizzazione: 2 miliardi ciascuno subito, 10 miliardi di dollari in sette anni e 40 miliardi di dollari di garanzie. Nel 2016 saranno erogati i primi prestiti. Nell'agenda del summit ci sono anche temi di politica internazionale, come il conflitto in Ucraina, l'escalation militare israeliana a Gaza e lo scandalo del Datagate, che ha fatto precipitare ai minimi storici i rapporti diplomatici tra Brasile e Stati Uniti.
Alla vigilia, la presidente brasiliana ha offerto il palcoscenico all'omologo russo Vladimir Putin, che torna a partecipare a un vertice internazionale dopo l'espulsione dal G8 in seguito alle mosse secessionistiche del Cremlino in Ucraina.
L'ASSE BRASILIA-MOSCA. Brasilia e Mosca hanno firmato importanti accordi economici e commerciali e stanno negoziando l'acquisto per le forze armate sudamericane di un sistema di difesa antiaerea russo. Per Rousseff il vertice dei Brics è una importante vetrina politica. Anche se l'economia brasiliana ha perso il ritmo di crescita degli ultimi anni ed ora il Pil fa segnare una rachitica crescita dell'1%, mentre l'inflazione, storico tallone d'Achille del gigante sudamericano, ha superato il 6,5%. Dilma ha incassato un importante endorsement da Putin, che ha definito il Brasile «un candidato meritevole e forte per un seggio permanente al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite» e approfitterà quindi del vertice dei Brics per rilanciare l'immagine del Paese come potenza regionale.
La presidente ha deciso perciò di invitare ai lavori del summit i leader dell'Unione delle nazioni sudamericane (Unasur) per una photo opportunity con il presidente cinese Xi Jinping, il premier indiano Modi, Putin e il presidente sudafricano Jacob Zuma.

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