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TRATTATIVA 15 Luglio Lug 2014 2044 15 luglio 2014

Ideal Standard, accordo con l'azienda: stop ai licenziamenti

Dopo lo sciopero, nuova verifica sull'intesa al ministero del Lavoro.

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Il corteo dei lavoratori Electrolux e Ideal Standard.

Nel giorno dello sciopero, Ideal Standard ha raggiunto un accordo con i sindacati: per ora sono state bloccate le lettere di licenziamento destinate ai 399 lavoratori dello stabilimento di Orcenico di Zoppola.
L'azienda che produce materiali e accessori per il bagno ha accolto la proposta dei sindacati al termine di un incontro a Pordenone, dopo che in tutti gli stabilimenti italiani del gruppo i lavoratori avevano scioperato per due ore, solidali con gli operai di Orcenico.
In ogni caso il nodo non è risolto.
ATTIVARE LA CIG IN DEROGA. L'intesa raggiunta consente una nuova verifica della situazione al ministero del Lavoro, con l'obiettivo di attivare la cassa integrazione in deroga.
«Il sindacato ha proposto, e l'azienda ha accettato, di proseguire l'esame congiunto della situazione dello stabilimento», ha commentato il segretario regionale dei Chimici della Cisl, Franco Rizzo, al termine dell'incontro nella sede della Provincia di Pordenone.
L'auspicio delle organizzazioni sindacali è che l'apertura di credito porti alla stretta osservanza dei patti sottoscritti a giugno al ministero dello Sviluppo economico, e che si tramuti in una possibilità di prosecuzione dell'attività lavorativa con il sistema del workers buyout.
CHIUSURA DELLA MOBILITÀ VOLONTARIA. Proprio il 14 luglio il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, aveva chiesto all'azienda di accettare la proposta del governo sulla chiusura della mobilità su base volontaria e la richiesta della cassa integrazione in deroga fino al 31 dicembre.
A sostegno della vertenza dello stabilimento friulano, tutti i lavoratori del gruppo in Italia hanno osservato due ore di sciopero. Si tratta dei dipendenti dello stesso Orcenico, di Trichiana (Belluno), di Roccasecca (Frosinone), della sede centrale di Milano e di Bassano Bresciano (Brescia), per un totale di 1450 lavoratori.

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