Economia 15 Luglio Lug 2014 0957 15 luglio 2014

Ue, Junker sotto esame

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Jean Claude Juncker Giorno di esami per Jean Claude Juncker. Il Parlamento Europeo, martedì 15 luglio, è chiamato a esprimere la fiducia per convalidare la carica di Presidente della Commissione Europea. L’esito non dovrebbe essere a rischio, ma l’ampiezza della maggioranza a suo favore potrà fornire indicazioni su ciò che attende la politica europea nei prossimi anni. Per essere eletto ha bisogno del sostegno della maggioranza qualificata del Parlamento, cioè di almeno 376 voti. Juncker, candidato del PPE, era stato nominato dal Consiglio europeo lo scorso 27 giugno con il voto favorevole di 26 Paesi e 2 soli voti contrari, quello del britannico David Cameron e quello dell’ungherese Viktor Urban. Secondo le previsioni il risultato sarà favorevole all’esponente dei Popolari, unica incognita i franchi tiratori Questa Grosse Koalition sulla carta dispone infatti di ben 479 eurodeputati. Salvo sorprese, resta solo l’incognita rappresentata dai franchi tiratori. Se fossero in gran numero, potrebbero minare la solidità della posizione del successore designato di José Manuel Barroso. Economiaweb.it ha delineato il profilo Jean Claude Juncker, 59enne avvocato, che ama il vino, le belle donne ed è famoso per le sue intemerate. Osteggiato da David Cameron mentre Angela Merkel lo appoggia con una certa freddezza. (qui l'articolo) DRAGHI OTTIMISTA: LA FIDUCIA E' TORNATA. «Negli ultimi anni molto è stato fatto per ritrovare stabilità, questo ha riportato fiducia nella zona euro, ma debito pubblico e privato elevati, bassa crescita e disoccupazione inaccettabilmente alta ci ricordano che la questione più pressante è riportare l'area euro su un cammino di prosperità condivisa". Così Mario Draghi al Parlamento Ue. «La moderata ripresa in corso - ha detto il presidente della BCE - dovrebbe proseguire, i progressi su riforme e risanamento dovrebbero spingere la crescita per i prossimi due anni, l'export beneficiare dalla ripresa globale e la domanda interna continuare a salire. Le regole attuali già contengono la flessibilità" ma "pensare che la flessibilità è l'unico modo per far ripartire la crescita è limitato". Per Draghi il modo migliore per la crescita sono le riforme strutturali con la riduzione della spesa corrente ed "abbassare le tasse».

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