Economia 16 Luglio Lug 2014 1814 16 luglio 2014

Alitalia: Hogan vuole firmare

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James Hogan, il numero di Etihad vuole chiudere entro luglio. La trattativa tra Alitalia e sindacati confederali al ministero dei Trasporti su contratto collettivo nazionale e riduzione del costo del lavoro in azienda è stata interrotta alle 2.00 di notte del 16 luglio senza essere conclusa. Lo riferiscono fonti sindacali, aggiungendo che al momento non è stata fissata una convocazione. Inoltre, le associazioni di categoria che rappresentano il personale navigante, Anpac, Anpav, Avia, parlano di una «situazione di stallo su tutti i tavoli». MATRIMONIO SOSPESO CON ETIHAD, HOGAN A ROMA È così sospeso il matrimonio tra Alitalia ed Etihad, che deve passare prima da un accordo tra sindacati, compagnia e governo sul nodo degli esuberi, del costo del lavoro e dell'applicazione del contratto nazionale. Una notizia inattesa, quella della rottura del tavolo, che arriva proiprio nel giorno in cui il ceo della compagnia di Abu Dhabi, James Hogan, è a Roma. Il motivo è la presentazione del nuovo volo tra la Capitale e la città emiratina. «Dobbiamo ridurre il numero dei dipendenti, abbiamo un nostro piano ma in futuro ci saranno nuove opportunita' di lavoro nella compagnia. Non posso essere responsabile per il passato» ha detto Hogan, che vuole chiudere la trattativa entro luglio. LA FIRMA DEL CONTRATTO POTREBBE ARRIVARE IL 25 LUGLIO Secondo quanto riporta il Messaggero, intanto, ci sarebbe anche una data per firmare il contratto fra Alitalia e Etihad: venerdì 25 luglio, prima dell'assemblea di Cai che dovrà varare l'aumento di capitale da 250 milioni. Un'operazione nella quale le Poste, secondo socio con il 19,48%, potrebbero investire meno della quota di pertinenza (30 milioni sui 49 dovuti), mentre Intesa, Unicredit e probabilmente Atlantia potrebbero dover versare di più: circa 200 milioni per coprire l'inoptato, rispetto ai 102,4 a loro spettanti. LA CGIL SI SFILA, POI TORNA AL TAVOLO. La Cgil in un primo momento ha scelto di non firmare l'accordo quadro con Alitalia. Il tavolo fra azienda e sindacati si è interrotto il 16 luglio, provocando una situazione di stallo. Poi la rottura. La proposta finale del governo - 2.251 esuberi di cui 616 ricollocati - non avrebbe soddisfatto Susanna Camusso. Il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi non aveva fatto drammi, spiegando che l'intesa sarebbe stata valida anche senza l'ok della Cgil. Dopo una pausa di riflessione il segretario della Cgil ha cambiato idea «se i testi rimangono quelli di stanotte, siamo pronti a firmare». Così il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, parlando di Alitalia a margine di un dibattito sulla P.A. organizzato dal sindacato.

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