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ROTTURA 16 Luglio Lug 2014 1743 16 luglio 2014

Alitalia, la Cgil non firma l'accordo

«Incomprensibile l'azienda».

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Susanna Camusso, segretario generale della Cgil.

Alla fine la Cgil si è sfilata. Scegliendo così di non firmare l'accordo quadro con Alitalia.
Il tavolo fra azienda e sindacati si è interrotto il 16 luglio, provocando una situazione di stallo.
Poi la rottura.
La proposta finale del governo - 2.251 esuberi di cui 616 ricollocati - non ha soddisfatto Susanna Camusso.
Il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi non aveva fatto drammi, spiegando che l'intesa sarebbe stata valida anche senza l'ok della Cgil.
«RESPINTA OGNI MEDIAZIONE». Approvazione che in effetti non è arrivata. La decisione era contenuta in una lettera che la Camusso ha inviato a Lupi e al titolare del Lavoro Giuliano Poletti.
«Rimane incomprensibile la posizione dell'azienda Cai che ha respinto qualsiasi mediazione utile a evitare la messa in mobilità e i licenziamenti, rifiutando la proposta, ritenuta percorribile anche dal ministero del Lavoro, di utilizzo della Cigs per accompagnare lo sviluppo del piano industriale», si legge nelle motivazioni.

«SOLUZIONI DI DUBBIA LEGITTIMITÀ». «Le modalità di trasferimento del personale e la conseguente angosciosa prospettiva del licenziamento avviene peraltro attraverso soluzioni di dubbia legittimità che l'azienda dovrà affrontare», ha affermato il segretario generale della Cgil spiegando il 'no' all'accordo del 12 luglio.
«Le ipotesi di ricollocazione appaiono incerte e aggiungono ragioni di grande preoccupazione tra i lavoratori».
«PRONTI ALLA FIRMA SUL CONTRATTO». Un'apertura si è intravista parlando però di contratto e costo di lavoro: «Se i testi rimangono quelli di stanotte, siamo pronti a firmare», ha detto Camusso a margine di un dibattito sulla Pubblica amministrazione organizzato dal sindacato.
DEL TORCHIO: «ME L'ASPETTAVO». Uno sviluppo della vicenda che non ha sorpreso l'amministratore delegato di Alitalia Gabriele Del Torchio: «Me lo aspettavo, era nella logica delle cose, però se non altro c'è un passo positivo perché hanno detto di firmare il contratto collettivo nazionale di lavoro».

Il 16 luglio è stata anche la giornata di Hogan a Roma: una trasferta programmata per presentare il nuovo volo Roma-Abu Dhabi, ma anche un'occasione per incontrare i vertici dell'azienda, il ministro Lupi e l'amministratore delegato di Poste con cui ci sarebbe un'impasse per l'adesione all'equity committment.
«PRONTI AD AVERE IL 49%». Il ceo di Etihad ha sorpreso tutti e anziché parlare solo della nuova iniziativa commerciale, come previsto in un primo momento, ha fatto ampie dichiarazioni sull'operazione con Alitalia.
La trattativa, ha spiegato, è ancora in corso, ma le due compagnie sono vicine a finalizzare una transazione finanziaria che porterà Etihad a investire 560 milioni per una quota del 49% della newco Alitalia.
«CHIUDERE ENTRO LUGLIO». L'obiettivo è chiudere entro fine luglio, ha indicato il numero uno del vettore emiratino, provando a rassicurare sul fronte occupazionale: «Dobbiamo ridurre il numero dei dipendenti, ma in futuro ci saranno nuove opportunità di lavoro».

L'amministratore delegato di Etihad Airways, James Hogan, a Roma. (Ansa)

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