Economia 16 Luglio Lug 2014 1820 16 luglio 2014

La mini ripresa della Cina in tre punti

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Cina Il Dragone riparte, anche se lentamente, secondo i dati diffusi oggi dall' Ufficio Centrale di Statistica di Pechino. Nel secondo trimestre del 2014 la crescita della Cina su base annua è stata del 7,5%, con un incremento piccolo ma significativo rispetto al 7,4% dei primi tre mesi dell' anno. Secondo alcuni osservatori, la ripresa della crescita indica che le misure espansive del governo hanno dato i frutti sperati. Ma come hanno fatto in così poco tempo a ripartire di corsa? Economiaweb.it ve lo spiega in tre punti. 1) UN MINI PACCHETTO DI STIMOLO MONETARIO E MENO TASSE ALLE PMI Pechino si era dichiarata disposta ad accettare un rallentamento dei ritmi indiavolati di crescita del «decennio d' oro» 2003-2012 ma quando la flessione è apparsa decisa è corsa ai ripari con un "mini-pacchetto" di stimolo. Così la riserva obbligatoria delle banche è stata abbassata e sono stati varati un piano per la riduzione delle imposte per le piccole e medie imprese per fare ripartire dal basso i consumi. 2) UN PIANO DI INVESTIMENTI MASSICCIO SULLE FERROVIE PUBBLICHE Pechino ha deciso di investire pesantemente nello sviluppo della rete ferroviaria nazionale. Ma non solo. Cè stata una vera un'ondata di investimenti pubblici, per la costruzione strade e un aeroporto lungo il corso dello Yangtze, il fiume che collega le zone meno sviluppate del Paese con la capitale finanziaria, Shanghai. 3) INVESTIMENTI PUBBLICI SUGLI IMMOBILI E il premier Li Keqiang, che è anche una sorta di super-ministro dell'economia, continua anche a sostenere la necessità di investimenti pubblici nelle abitazioni residenziali di livello medio-basso per favorire il processo di urbanizzazione. GLI ECONOMISTI SONO DIVISI SULLA BONTÀ DELLE MISURE Ma sarà vera ripresa? Opareri degli economisti sono discordi. Secondo Chang Jian, un'analista della Barclays, i dati indicano che lo slancio della ripresa è ancora fragile. In particolare, gli scettici puntano l'attezione sul settore immobiliare, che sembra stagnante. «Penso che il governo debba decidere se una crescita più lenta sia accettabile, altrimenti dovrà rafforzare le misure di stimolo». Gli ottimisti sottolineano che altri dati diffusi oggi vanno nella direzione giusta: la produzione industriale è cresciuta in giugno del 9,2% e gli investimenti fissi del 17,3%, un dato tanto più notevole se si tiene conto della stagnazione del settore immobiliare, una delle locomotive del miracolo cinese, il cui ritmo di sviluppo continua a rallentare. «Pechino è piuttosto seria per quanto riguarda il tasso di crescita annuale del 7,5% quindi il governo probabilmente proseguira' con i mini-stimoli, dato che nella seconda metà dell'anno potrebbero soffiare dei forti venti contrari (alla ripresa)» ha detto Lu Ting, economista della Bank of America Merryl Lynch.

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